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I minimi trovano il loro paradiso

del 31/12/2011
di: di Andrea Bongi
I minimi trovano il loro paradiso
Dal 1° gennaio 2012 il paradiso fiscale riservato ai nuovi minimi apre le porte. Le caratteristiche di regime fiscale di assoluto vantaggio, ai limiti del paradiso fiscale appunto, hanno trovato recente conferma nel provvedimento direttoriale del 22 dicembre scorso con il quale sono stati dettati gli ultimi dettagli tecnici necessari al debutto del nuovo regime.

Difficile del resto definire diversamente un regime che non prevede obblighi contabili, il non assoggettamento all'Iva, l'assenza degli studi di settore e dell'imposta regionale sulle attività produttive, e i cui redditi, determinati sulla base del criterio di cassa assoluto, scontano una imposta sostitutiva dell'irpef e delle addizionali regionali e comunali in misura super ridotta del 5% – in pratica il doppio del nuovo tasso di interesse legale.

Come se non bastasse i nuovi minimi non dovranno nemmeno assoggettare alla ritenuta d'acconto i compensi riscossi nell'esercizio delle attività professionali o d'impresa.

Un vero e proprio paradiso fiscale dunque anche se riservato a pochi eletti.

Le caratteristiche di estremo favore del nuovo regime dei minimi sono state dunque ampiamente confermate dal provvedimento direttoriale del 22 dicembre scorso (n. 185820/2011) che ha disciplinato le modalità di applicazione del regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile ed i lavoratori in mobilità in attuazione delle disposizioni contenute nell'articolo 27, commi 1 e 2 del decreto legge 6 luglio 2011 n.98.

Provvedimento che, almeno in parte, ha ampliato la platea dei potenziali utilizzatori del nuovo regime super agevolato disponendo, a chiare lettere, che non costituisce causa di esclusione in quanto mera prosecuzione di attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente, l'inizio di una attività da parte di un contribuente che «... dia prova di aver perso il lavoro o di essere in mobilità per cause indipendenti alla propria volontà». Tenuto conto dei momenti che sta attraverso l'economia nazionale si tratta di una apertura non da poco che potrebbe infatti invogliare molti soggetti espulsi loro malgrado dal mercato del lavoro ad intraprendere in proprio la stessa attività.

Tra le altre aperture del citato provvedimento occorre annoverare l'estrema flessibilità in uscita dal nuovo regime dei minimi. Richiamando il comma 110 dell'articolo 1 della legge 244/2007, il provvedimento direttoriale ricorda infatti come i nuovi minimi potranno optare per l'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto e per le imposte sui redditi nei modi ordinari. Opzione che potrà essere esercitata nella prima dichiarazione annuale da presentarsi successivamente alla scelta operata dal contribuente e che avrà una validità minima pari ad un triennio, rinnovabile poi di anno in anno. Tra i regimi di accesso in uscita i nuovi minimi potranno avvalersi sia del regime ordinario che di quello semplificato nonché per il nuovo regime dei c.d. ex minimi di cui all'articolo 27, comma 3, del dl 98/2011, qualora in possesso dei requisiti quali-quantitativi dallo stesso previsti.

Quanto alla durata del nuovo regime dei minimi, il provvedimento direttoriale ricorda come la stessa sia normativamente stabilita nel periodo di imposta di inizio dell'attività e nei quattro successivi, con possibilità di estensione della durata nell'ipotesi di soggetti con meno di trentacinque anni per i quali il regime di vantaggio fiscale durerà fino al periodo d'imposta di compimento di tale anno.

Alla suddetta flessibilità in uscita dal regime dei nuovi minimi il provvedimento direttoriale del 22 dicembre scorso ha però contrapposto una sorta di barriera al rientro al preciso scopo di evitare pericolosi slalom fra un regime e l'altro. A tale proposito il citato provvedimento dispone che il verificarsi di una causa di esclusione o l'esercizio dell'opzione per altro regime non consentiranno di poter rientrare nel regime di vantaggio anche nel caso in cui, prima del decorso del termine di durata minima, il soggetto torni in possesso dei requisiti o sia in grado di revocare la scelta precedentemente fatta.

Una volta usciti dal paradiso, sia per obbligo che per scelta, non sarà dunque più possibile rientrarvi.

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