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Il contribuente non vuole litigare

del 31/12/2011
di: di Valerio Stroppa
Il contribuente non vuole litigare
Cala nel 2011 la litigiosità fiscale tra cittadini e Agenzia delle entrate. Le controversie avviate quest'anno nei confronti degli uffici da parte dei contribuenti sono state circa 232 mila, con una diminuzione di oltre il 5% rispetto al 2010. Una circostanza che, sommata alla definizione delle liti pendenti fino a 20 mila euro disposta dal dl n. 98/2011, fa sì che il contenzioso che ad oggi vede coinvolte le Entrate si attesti a quota 459.664 procedimenti: oltre il 15% in meno, quindi, rispetto a un anno fa. A fare il punto sullo stato dell'arte dell'attività dell'Agenzia presso le commissioni tributarie è stata la Direzione centrale affari legali e contenzioso, guidata da Vincenzo Busa.

Dal rapporto emerge che i gravami pendenti presso gli organi di giustizia tributaria esattamente 12 mesi fa erano oltre 541 mila, contro i 460 mila di oggi. Secondo i dati di via Cristoforo Colombo, le controversie definite nel corso del 2011 sono state 194 mila (-10,5% rispetto al 2010), a fronte di 232 mila avviate ex novo (-5,5%). Un'inversione di tendenza, quella dei ricorsi, che può essere giustificata da almeno due ragioni: una di carattere oggettiva, legata all'introduzione a partire dal mese di luglio 2011 del contributo unificato a carico del ricorrente, che ha reso meno conveniente rivolgersi al giudice per importi minori; in secondo luogo, però, il minor numero di cause può trovare spiegazione anche in una maggiore qualità degli accertamenti.

Ma al calo dello stock gravante sulle commissioni ha contribuito in maniera determinante la campagna di definizione agevolata delle liti fino a 20 mila euro prevista dalla manovra correttiva. Secondo le stime delle Entrate, infatti, sono circa 120 mila i contenziosi risolti (si veda ItaliaOggi del 27 dicembre scorso). A beneficiarne sono state in primo luogo le casse dello Stato, che hanno incassato un gettito pari a 138 milioni di euro, superiori ai 112 milioni stimati inizialmente dai tecnici governativi. In seconda battuta dallo snellimento potranno trarre giovamento tanto l'efficienza della macchina della giustizia tributaria quanto le strutture adibite al contenzioso dell'Agenzia, che potranno così concentrarsi su questioni più rilevanti dal punto di vista economico e della complessità giuridica. Anche perché, per gli atti notificati dalle Entrate a partire dal 1° aprile 2012, diventerà operativo il filtro pre-contenzioso costituito dal reclamo obbligatorio del contribuente per le rettifiche di valore fino a 20 mila euro. Il reclamo, che potrà essere accompagnato da una proposta di mediazione (ossia l'indicazione del quantum che il contribuente è disposto a pagare per definire la questione), dopo 90 giorni produrrà gli stessi effetti del ricorso in caso di silenzio da parte dell'amministrazione o di rifiuto della proposta di chiusura bonaria.

Nel rapporto della Direzione affari legali c'è spazio anche per le statistiche relative alle cause ancora aperte presso la Commissione tributaria centrale: un anno fa erano 204 mila, oggi sono circa 170 mila. Sul punto si ricorda che il dl n. 40/2010 ha fissato al 31 dicembre 2012 il termine entro il quale le 21 sezioni della Ctc «regionalizzate» dalla Finanziaria 2008 dovranno garantire l'esaurimento delle cause pendenti.

Infine, il riepilogo del contenzioso 2011 delle Entrate rileva come, oltre alla progressiva riduzione della conflittualità, si registri l'aumento del tasso di sentenze favorevoli: i verdetti vittoriosi si attestano intorno al 60% e portano all'aggiudicazione di circa il 71% degli importi oggetto del contendere.

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