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L'Iva aggiorna i limiti per liquidazioni e versamenti trimestrali

del 30/12/2011
di: La Redazione
L'Iva aggiorna i limiti per liquidazioni e versamenti trimestrali
L'Iva aggiorna i limiti per le liquidazioni e i versamenti trimestrali: dal 1° gennaio scatteranno le nuove soglie per la trimestralizzazione dell'imposta, come previsto dalla legge n. 183/2011, che ha allineato i valori monetari a quelli fissati dal dl 70/2011 per il regime di contabilità semplificata ai fini delle imposte dirette. Pertanto, dal 2012 potranno essere contribuenti trimestrali Iva: i soggetti che svolgono attività di servizi oppure attività professionali che hanno conseguito, nell'anno precedente, un volume d'affari non superiore a 400 mila euro; i soggetti che svolgono altre attività che hanno conseguito, nell'anno precedente, un volume d'affari non superiore a 700 mila euro. Occorre evidenziare che l'adeguamento dei limiti, disposto dall'art. 14, comma 11, della legge n. 183/2011, è stato realizzato attraverso una previsione normativa autonoma e non attraverso la modifica della norma di riferimento, ovverosia l'art. 7 del dpr 542/1999, recante le semplificazioni per i contribuenti minori relative alle liquidazioni e ai versamenti in materia di Iva. Quest'ultima disposizione, pertanto, nella parte in cui fissa i limiti in vigore fino al 2011, deve ritenersi superata dal predetto articolo 14, il quale stabilisce che «i limiti per la liquidazione trimestrale dell'Iva sono i medesimi di quelli fissati per il regime di contabilità semplificata». Dall'anno prossimo, dunque, fatte salve eventuali modifiche, le soglie per la trimestralizzazione dell'Iva saranno agganciate a quelle stabilite per l'accesso al regime di contabilità semplificata reddituale, come modificate recentemente dall'art. 7, comma 2, lett. m), del dl. 70/2011. Restano comunque ferme, ai fini dell'Iva, le altre disposizioni dell'art. 7 del dpr n. 542/99, per cui: l'adozione della frequenza trimestrale, da parte degli aventi diritto, è facoltativa, essendo richiesta un'opzione in tal senso, da comunicare a consuntivo, in sede di dichiarazione annuale, come previsto dal dpr 442/97 (la mancata comunicazione costituisce infrazione sanzionabile, ma non pregiudica la scelta, la cui efficacia è subordinata esclusivamente al comportamento concludente); i contribuenti che optano per le liquidazioni e i versamenti trimestrali devono maggiorare l'imposta dovuta per ciascuno dei primi tre trimestri dell'anno, nonché quella dovuta a saldo in sede di dichiarazione annuale, dell'interesse compensativo dell'1%; nei confronti dei contribuenti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi e altre attività senza provvedere alla distinta annotazione dei corrispettivi, deve ritenersi applicabile indistintamente il limite di 700 mila euro per tutte le attività esercitate. Soglie invariate per le semplificazioni contabili. Considerato che l'art. 14 fa esclusivo riferimento ai limiti per la liquidazione trimestrale dell'imposta, l'uniformazione delle soglie monetarie a quelle per la contabilità semplificata non pare estensibile alle autonome disposizioni dell'art. 32 del dpr 633/72, concernenti semplificazioni per i contribuenti minori relative alla fatturazione e alla registrazione delle operazioni, in particolare la possibilità di adempiere agli obblighi di fatturazione e registrazione mediante la tenuta di un bollettario a madre e figlia. Pertanto, fatta salva un'eventuale interpretazione adeguatrice che superi la lettera della norma, ai fini delle anzidette semplificazioni contabili restano fermi i limiti stabiliti dall'art. 32 citato, ossia 309.874,14 euro per le imprese di servizi e gli esercenti arti e professioni e 516.456,90 euro per le imprese aventi a oggetto altre attività. Ai fini in esame, nei confronti dei contribuenti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi insieme ad altre attività e non provvedono all'annotazione distinta dei corrispettivi (adottando quindi distinti bollettari) resta applicabile il limite di 309.874,14 euro per tutte le attività esercitate.

Esonerati dalle liquidazioni periodiche gli «ex minimi». Le persone fisiche in possesso dei requisiti richiesti originariamente per l'accesso al regime speciale per i contribuenti minimi dall'art. 1 della legge n. 244/2007 (ricavi o compensi annui fino a 30 mila euro, acquisti di beni strumentali non superiori a 15 mila euro nel triennio), che tuttavia non sono in possesso degli ulteriori requisiti prescritti dall'art. 27 del dl 98/2011, sono ammessi ad avvalersi di un regime contabile agevolato che prevede, ai fini dell'Iva, l'esonero dalle liquidazioni e dai versamenti periodici, compreso l'acconto, per cui l'imposta dovuta si versa solo annualmente in base alla dichiarazione, nonché l'esonero dalla tenuta dei registri contabili. Restano fermi gli obblighi di conservare i documenti emessi e ricevuti, di emettere le fatture e di certificare gli incassi (salvi gli esoneri di cui al dpr 696/96), di trasmettere lo «spesometro» e la comunicazione «black list», di presentare la comunicazione dati (se il volume d'affari supera 25.822,84 euro) e la dichiarazione annuale.

Franco Ricca

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