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Depositi Iva a ostacoli per i non residenti

del 28/12/2011
di: La Redazione
Depositi Iva a ostacoli per i non residenti
Utilizzo dei depositi Iva problematico per gli operatori non residenti. Le ultime modifiche apportate dall'istituto previsto dall'art. 50-bis del dl 331/93 con la manovra estiva, sembrerebbero non consentire l'estrazione dei beni dal deposito ai soggetti passivi non residenti in Italia, che non possono soddisfare il nuovo requisito dell'iscrizione alla camera di commercio. È quanto evidenzia Assonime nella circolare n. 34 del 22 dicembre 2011. Il documento dà conto dei recenti interventi legislativi in materia, ricordando nel contempo le diverse questioni tuttora aperte, che rischiano di dirottare altrove i traffici con l'estero (si veda, al riguardo, ItaliaOggi7 del 17 ottobre 2011).

La circolare osserva che, per contrastare le frodi, la legge n. 148/2011 ha modificato il comma 6 dell'art. 50-bis, prevedendo che l'estrazione dei beni dal deposito può essere effettuata solo da soggetti passivi iscritti alla Cciaa da almeno un anno, che dimostrino una effettiva operatività e attestino la regolarità dei versamenti Iva con le modalità che saranno stabilite con un provvedimento dell'agenzia delle entrate. Come già rilevato dall'Agenzia delle dogane, fino a quando detto provvedimento non sarà emanato, le novità introdotte dalla legge 148 restano in stand by, per cui l'estrazione dei beni dal deposito soggiace alla vecchia disciplina. In ordine ai requisiti previsti dalla legge 148, si tratta, osserva l'associazione, di elementi che il legislatore ritiene idonei ad attestare l'effettiva operatività del soggetto. Per quanto attiene, specificamente, al requisito dell'iscrizione alla camera di commercio da almeno un anno, tale requisito esclude dalla possibilità di estrarre beni dal deposito Iva (con pagamento dell'imposta mediante il meccanismo dell'inversione contabile) i soggetti di più recente costituzione, indipendentemente da ogni accertamento della effettiva operatività e della regolarità dei versamenti Iva. In proposito, su ItaliaOggi del 10 settembre scorso è stato rilevato come la nuova disposizione mal si adatti ai soggetti passivi esteri che operano in Italia mediante identificazione diretta o rappresentante fiscale, nei confronti dei quali, pertanto, il predetto requisito non dovrebbe operare. Assonime trae, sia pure in forma dubitativa, una conclusione più drastica, osservando che impossibilitati ad estrarre i beni dal deposito sembrerebbero essere, di fatto, anche i soggetti non residenti che operano in Italia con identificazione diretta o tramite rappresentante fiscale, dal momento che tali figure soggettive, previste dall'ordinamento soltanto ai fini dell'assolvimento degli obblighi e dell'esercizio dei diritti in materia di Iva, non sono iscritte alla camera di commercio. La circolare ricorda poi che la stessa legge 148 ha introdotto l'obbligo (temporaneo), a carico dei soggetti che procedono all'estrazione dei beni, di comunicare al gestore del deposito Iva i dati relativi alla liquidazione dell'imposta, anche ai fini dello svincolo della garanzia prestata dal soggetto che ha introdotto i beni importati dal paesi extraUe, richiamando sul punto le indicazioni già fornite dall'agenzia delle dogane (ItaliaOggi dell'8 ottobre 2011).

Franco Ricca

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