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Paga anche chi vince in giudizio

del 27/12/2011
di: di Valerio Stroppa
Paga anche chi vince in giudizio
Compensazione delle spese di giudizio troppo facile. In questo modo, anche la parte vittoriosa deve sobbarcarsi oneri spesso non trascurabili. Serve quindi più attenzione nella «valutazione e applicazione dei principi di legge in materia di regolamentazione delle spese di giustizia». E, soprattutto, «una specifica motivazione sull'eventuale compensazione delle spese e sulle gravi ed eccezionali ragioni che possano sorreggere una tale decisione». È quanto rileva il presidente della Ctr Lombardia, Antonio Simone, con una comunicazione inviata a tutti i componenti delle commissioni tributarie della regione. Il tema è noto: nonostante sia il dlgs n. 545/1992 sia il codice di procedura civile prevedano come regola generale che i costi del giudizio seguano la soccombenza, salvo casi particolari, nel contenzioso tributario otto volte su dieci le spese vengono compensate. Come è emerso dalla relazione 2010 della Direzione giustizia tributaria del Df, in ambito nazionale nelle Ctp il tasso medio di compensazione si attesta all'84%, nelle Ctr al 78% (sul punto, si veda ItaliaOggi del 5 novembre 2011). Non fa eccezione la Lombardia, come riportato nella tabella in pagina. Da qui il richiamo del presidente della commissione regionale, che già lo scorso anno, con la circolare n. 1887 del 3 giugno 2010, aveva auspicato maggiore attenzione. Secondo Simone, si è in presenza di una situazione «che è l'esatto contrario di quanto dispone la legge, perché quando si raggiungono, nella compensazione delle spese, percentuali superiori al 70, 80 e anche 90%, appare evidente che quel che è l'eccezione prevista dalla legge si è trasformata, nella pratica concreta, nella regola alla quale, per prassi, si conformano i giudici tributari». Anche perché, nel dividere a metà i costi del giudizio, molto spesso a rimetterci è il contribuente. «Ciò suscita proteste e recriminazioni, che talvolta vengono portate alla mia attenzione da parte dei diretti interessati», conclude Simone, «i quali lamentano che, pur avendo ottenuto ragione nel merito, non hanno avuto il ristoro delle spese del giudizio».

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