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Nuovi minimi, regime accogliente

del 23/12/2011
di: di Andrea Bongi
Nuovi minimi, regime accogliente
Accederanno al regime dei nuovi minimi anche i disoccupati e i lavoratori in mobilità. I proventi conseguiti nel nuovo regime agevolato non saranno assoggettati a ritenuta d'acconto mentre per gli ex minimi l'eventuale adeguamento agli studi di settore non inciderà sulla verifica del limite annuale dei compensi e ricavi utile alla permanenza nel regime.

Sono questi, in estrema sintesi, i principali contenuti di due distinti provvedimenti emessi ieri dal direttore dell'Agenzia delle entrate per disciplinare il passaggio dall'attuale regime dei contribuenti minimi ai due nuovi regimi introdotti dall'articolo 27 del decreto legge n. 98/2011.

Regime dei nuovi minimi. Il primo dei provvedimenti direttoriali di ieri (prot. N. 185820/2011) disciplina le modalità di applicazione del regime fiscale di vantaggio del regime cosiddetto dei nuovi minimi di cui all'articolo 27, commi 1 e 2 del dl n. 98/2011.

Fra i principali chiarimenti vi è la possibilità di accedere al nuovo regime a imposta sostitutiva dell'Irpef e delle relative addizionali nella misura ultraridotta del 5%, anche da parte dei soggetti che hanno perso il lavoro o che si trovano in mobilità. Per questi ultimi, si legge espressamente nel provvedimento, non opererà la causa di esclusione relativa alla mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta purché questi ultimi possano dimostrare di aver perso il lavoro o di essere in mobilità per cause indipendenti dalla loro volontà.

Per quanto attiene all'inizio della nuova attività produttiva e al conseguente computo del limite temporale di durata, il provvedimento precisa inoltre che conta non tanto il momento di apertura della partita Iva bensì quello di effettivo inizio dell'attività.

Il verificarsi di una o più cause di esclusione dal nuovo regime die minimi saranno, per cosiddire, senza ritorno. Il provvedimento chiarisce infatti che una volta fuoriusciti non sarà più possibile rientrare nel regime agevolato nemmeno nell'ipotesi in cui il soggetto torni in possesso dei requisiti per l'accesso nell'arco del quinquennio di inizio dell'attività.

I soggetti in regime dei nuovi minimi potranno inoltre optare per l'applicazione delle imposte sui redditi e dell'Iva nei modi ordinari. Potranno inoltre optare, se in possesso dei requisiti, per il regime contabile agevolato degli ex minimi di cui all'articolo 27, comma 3, del dl 98/2011.

Sul fronte dell'Iva i nuovi minimi sono esonerati dallo spesometro, dalle comunicazioni relative alle operazioni con i soggetti «Black list» e dalla certificazione dei corrispettivi se svolgono una delle attività di cui all'articolo 2 del dpr 696/1996. Dovranno però fare richiesta di inserimento negli elenchi Vies se vorrano effettuare acquisti intracomunitari.

I ricavi e i compensi dei nuovi minimi non saranno assoggettati alla ritenuta d'acconto che avrebbe di fatto generato posizioni creditorie nei confronti dell'erario visto l'ammontare dell'imposta sostitutiva dovuta. Per evitare l'applicazione della ritenuta occorrerà però rilasciare apposita dichiarazione ai potenziali sostituti.

Regime degli ex minimi. L'altro provvedimento direttoriale emesso ieri (prot. N. 185825/2011) disciplina invece le modalità di applicazione del nuovo regime agevolato di cui all'articolo 27, comma 3, del dl 98/2011.

Per quanto riguarda il reddito prodotto da tali soggetto il provvedimento chiarisce che lo stesso potrà essere sia d'impresa sia di lavoro autonomo per la determinazione dei quali si applicheranno le rispettive discipline previste nel Tuir.

Quanto alle semplificazioni gli ex minimi saranno esonerati dalla registrazione e tenuta delle scritture contabili, dalla tenuta del registro dei beni ammortizzabili, dalle liquidazioni e dai versamenti periodici, acconto compreso, dell'Iva e dalla dichiarazione e versamento dell'Irap.

Per gli ex minimi restano invece fermi i seguenti adempimenti: conservazione dei documenti emessi e ricevuti, fatturazione e certificazione dei corrispettivi, comunicazione annuale dati Iva, presentazione dichiarazioni ai fini delle imposte dirette e dell'Iva, versamento annuale dell'Iva, versamento in acconto e saldo dell'Irpef e relative addizionali, adempimenti dei sostituti d'imposta, comunicazioni ai fini dello spesometro e dei dati relativi alle operazioni con soggetti in Black List.

Infine, per quanto attiene agli studi di settore, il provvedimento precisa che per l'individuazione del limite relativo all'ammontare dei ricavi conseguiti e dei compensi percepiti utile per la verifica delle condizioni di permanenza nel regime, non rileva l'eventuale adeguamento ai ricavi o compensi determinati sulla base degli studi di settore o dei parametri.

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