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Nuovi minimi, conto alla rovescia

del 22/12/2011
di: di Susanna Baldi
Nuovi minimi, conto alla rovescia
La legge 111/11, ossia la cosiddetta manovra di luglio, all'art. 27 ha introdotto dall'1/01/2012 il «Nuovo regime dei minimi». Tutti quelli che hanno iniziato la propria attività prima del 31/12/2007 o hanno iniziato dopo, ma non rispettano i requisiti di accesso stabiliti o hanno superato i limiti dimensionali stabiliti dalla legge 244/07 nel corso del 2011, fuoriescono dal regime e dovranno accedere alternativamente al super semplificato o alla contabilità semplificata.

Una stima parla di circa 500 mila presunti contribuenti che si troveranno a uscire dal regime e a fare i conti con numerosi cambiamenti, molti dei quali a loro sfavore. Il vecchio regime dei minimi consentiva a chi ne usufruiva di fatturare senza Iva, ma dal nuovo anno si cambia registro e i fuoriusciti dovranno emettere regolare fattura rispettando i requisiti dall'art. 21 del dpr 633/72, applicando quindi l'imposta e abbandonando le semplici ricevute, sulla quale apponevano la marca da bollo. Gli adempimenti per chi non può più operare nel regime agevolato cambieranno a seconda che la scelta ricada sulla: contabilità semplificata, per cui dovranno istituire i registri Iva e annotare le fatture entro i termini di cui agli art. 23,24 e 25 del dpr 633/72, integrando le registrazioni con le operazioni rilevanti ai fini della determinazione del reddito; il regime super semplificato, che gli permetterà di mantenere l'esonero delle scritture contabili, ma almeno da quel che sembra dai primi chiarimenti emanati, applicheranno l'Iva nei modi ordinari, versandola annualmente. Sia chi sceglie la contabilità semplificata sia chi il regime semplificato potrà tornare a detrarre l'imposta pagata sugli acquisti, che come minimo diventava costo e novità a favore, potrà detrarre parte dell'imposta che ha sostenuto per acquistare i beni strumentali e le giacenze di magazzino fino alla fine del 2011. Tutto questo tramite il calcolo della «rettifica Iva in aumento», prevista dall'art. 19-bis2 del dpr n. 633/72, un'operazione molto delicata che richiederà particolare attenzione. La rettifica sarà possibile purché l'Iva sia stata pagata al fornitore e risulti dalle fatture, con particolare attenzione agli acquisti di beni e servizi a uso promiscuo.

L'articolo 19-bis 2 del dpr 633/72 precisa che la rettifica va operata: sui beni ammortizzabili, se non sono ancora trascorsi cinque anni dall'acquisizione, per beni di valore superiore a 516,46 euro; sui servizi e sui beni non ancora utilizzati alla data dell'01/01/2012.

Su tutti i beni ammortizzabili acquistati dal 1° gennaio 2008 fino al 31 dicembre 2011, l'Iva per i contribuenti minimi è stata considerata (o lo sarà) come costo, si dovranno quindi calcolare i quinti d'imposta che mancano al compimento del quinquennio e in questo modo si determinerà l'Iva a credito. Supponiamo di aver acquistato nel 2009 un computer con un'imposta pari a 200 euro, i quinti mancanti per arrivare a cinque anni sono due, quindi avremo Iva a credito per 80 euro.

Oltre alla possibilità di recuperare parte dell'Iva, gli ex minimi costretti a uscire dal regime potranno continuare ad avere esonero dall'Irap, mentre la tassazione tornerà a essere applicata in base alle aliquote progressive, nota dolente torneranno a essere soggetti ai temuti studi di settore.

Il 96% degli attuali contribuenti minimi saranno costretti ad abbandonare il regime agevolato, il che comporterà un aggravio del carico fiscale nei loro confronti e anche un aumento dei costi, non ultimi quelli amministrativi, perché mentre il contribuente minimo aveva per lo più l'obbligo di predisporre e inviare la dichiarazione dei redditi, l'adozione di un regime contabile semplificato comporterà invece costi per tenuta contabilità e la dichiarazione più gravosi. Il passaggio da un regime all'altro richiede poi alcuni chiarimenti, si pensi al caso di un imprenditore che passerà dal regime dei minimi a quello semplificato, passerà dal regime di cassa, a quello per competenza, quindi alcuni elementi, sia positivi sia negativi, potrebbero generare il presupposto impositivo sia in un periodo sia nell'altro.

Numerosi sono i punti che l'amministrazione finanziaria dovrà chiarire prima del passaggio al nuovo anno, per fare in modo che la fase di transizione tra un regime e l'altro sia gestita nel migliore dei modi.

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