Consulenza o Preventivo Gratuito

Dati finanziari in pole position

del 22/12/2011
di: di Duilio Liburdi
Dati finanziari in pole position
Dati finanziari al centro dell'attenzione per i soggetti non in linea con gli studi di settore: in caso di mancata congruità e non coerenza i dati in questione saranno prioritariamente utilizzati per l'accertamento. Le modifiche contenute nella manovra finanziaria finalizzate alla acquisizione sempre maggiore di elementi per le rettifiche, infatti, avranno effetto sin dal periodo di imposta 2011. Gli interventi normativi, inoltre, appaiono anche finalizzati a evitare che la giurisprudenza di legittimità, per l'ennesima volta, dichiari insostenibile una pretesa fondata solo sullo scostamento rispetto a Gerico. Sono questi alcuni elementi che devono essere oggetto di valutazione nell'ambito della lettura delle disposizioni contenute nel decreto legge n. 201 del 2011 analizzando alcuni articoli del decreto in modo congiunto e focalizzando l'attenzione su alcune categorie di contribuenti.

Le disposizioni normative di riferimento. Come noto, l'articolo 10 del decreto introduce un regime cosiddetto di trasparenza connotato, nella sostanza, dalla possibilità di ottenere il tutoraggio da parte dell'Agenzia delle entrate in tema, soprattutto, di adempimenti dichiarativi. All'interno di questa disposizione vi sono alcuni commi (quelli dal 9 al 13) che sono però destinati a regolare le possibilità di intervento su contribuenti interessati dagli studi di settore indipendentemente dal fatto che abbiano o meno optato per il regime di «trasparenza». Nella sostanza, queste disposizioni precisano come in caso di compilazione corretta del modello studi e al ricorrere della congruità e della coerenza rispetto agli studi di settore si conseguono alcuni vantaggi quali:

- l'impossibilità di subire accertamenti sulla scorta di presunzioni semplici come delineate nell'ambito delle imposte sui redditi e dell'Iva;

- la riduzione di un anno rispetto al termine di decadenza degli accertamenti;

- l'attivazione del redditometro come strumento di rettifica soltanto nel caso in cui lo scostamento superi il 33% di quanto dichiarato rispetto alla misura ordinaria che è, invece, del 2%.

Questo pacchetto di «vantaggi», ha una decorrenza che è fissata già in relazione alla annualità 2011 e, dunque, in relazione alle risultanze emergenti dal prossimo modello Unico da presentare nel 2012.

Esaminati i vantaggi, le medesime disposizioni contengono poi un'altra enunciazione di principio in tema di controlli quale:

- nei confronti dei soggetti non congrui l'azione di rettifica è tarata su un piano specifico tenendo conto anche delle risultanze dei dati di natura finanziaria;

- nei confronti dei soggetti che sono anche non coerenti, i controlli sono svolti prioritariamente utilizzando i dati di natura finanziaria.

L'acquisizione dei dati di natura finanziaria. Le novità per i soggetti interessati dagli studi di settore non possono dunque essere lette disgiuntamente dalla previsione di carattere più generale in virtù della quale, dal 1° gennaio 2012, gli operatori finanziari fanno affluire periodicamente all'anagrafe tributaria le movimentazioni che hanno interessato i rapporti richiamati nell'articolo 7, comma 6, del dpr n. 605 del 1973, concetto da intendere nel senso più ampio del termine. In linea di principio, dunque, l'amministrazione finanziaria avrà a disposizione una radiografia sostanzialmente completa della posizione del contribuente in relazione a ogni tipologia di movimentazione intervenuta, per esempio, sul conto corrente. Posto che il vero problema sarà quello dell'utilizzo di tutti questi dati si deve ritenere che gli stessi possano essere in concreto impiegati per supportare uno scostamento rispetto alle risultanze di Gerico così come peraltro affermato nella norma. Il concetto espresso più volte dalla Corte di cassazione in merito all'applicabilità in sede di accertamento degli studi di settore è ormai consolidato e tiene conto del fatto che la sola motivazione dello scostamento rispetto alle risultanze degli studi stessi non è elemento di per sé sufficiente a mantenere in vita l'accertamento effettuato dall'ufficio. A questo punto, dunque, per espressa previsione della norma il dato di natura finanziaria potrà rappresentare quell'ulteriore elemento che supporta le risultanze di Gerico in modo tale che l'avviso di accertamento risulti maggiormente sostenibile dinanzi alla valutazione del giudice. In sé il fatto non è criticabile come principio di carattere generale ma dovrà esserne verificata l'applicazione in concreto rispetto alle diverse situazioni. Ulteriore elemento da valutare sarà quello dell'utilizzo di dati di natura finanziaria anche in relazione a periodi di imposta che possono essere oggetto di accertamento prima dell'espresso richiamo contenuto nel decreto legge n. 201 del 2011, nel senso che la norma che disciplina gli obblighi degli operatori finanziari non fa riferimento al momento in cui il dato si è generato ma unicamente individuando il momento a partire dal quale dovrà essere attivata la trasmissione dei dati in questione.

vota