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Usa verso super-tasse

del 22/12/2011
di: Tancredi Sequi
Usa verso super-tasse
L'America si prepara a un nuovo aumento delle tasse. I repubblicani della Camera hanno bocciato il compromesso approvato al Senato per il rinnovo di 2 mesi degli sgravi sulle payroll tax. Inevitabile, dunque, un aumento delle imposte per 160 milioni di lavoratori a stelle e strisce già dal mese di gennaio. Anche stavolta, a impedire ogni possibilità di compromesso tra i due rami del Parlamento è stato lo scontro ideologico tra il modo in cui democratici e repubblicani pensano di poter ridurre il deficit, i primi aumentando le tasse ai più ricchi e i secondi tagliando spesa pubblica e welfare. A pagare le conseguenze, stavolta rischiano di essere i lavoratori dipendenti che si vedranno aumentare dal 4,2% al 6,2% le tasse in busta paga, con un costo medio di mille dollari a famiglia.

In Grecia scioperano anche gli agenti del Fisco. Il Comitato Esecutivo del Sindacato dei dipendenti degli uffici delle imposte incrocerà le braccia per 48 ore, il 29 e il 30 dicembre. E questo, come forma di protesta all'inasprimento dei problemi della categoria, «peggiorati dopo gli attacchi e le calunnie» contro i lavoratori del settore e dopo le decisioni governative. Lo sciopero negli ultimi due giorni dell'anno crea gravi problemi non solo al ministero delle Finanze ma anche a quei cittadini che devono ancora sistemare le ultime pendenze con il fisco.

Niente aliquota unica per l'Iva in Svizzera. Il Consiglio nazionale ha confermato la propria decisione di rinviare il dossier al Consiglio federale chiedendo al governo di proporre un nuovo progetto basato 2 aliquote diverse, oltre a una lista di eccezioni. L'imposta sul valore aggiunto contempla attualmente 3 tassi (8%, 3,8% e 2,5%). Nonostante le opposizioni, l'ex ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz aveva proposto di passare a un saggio unico del 6,5% che sarebbe sceso al 6,2% dal 2018. Dall'Iva sarebbero stati esonerati soltanto 5 settori su 29 (servizi finanziari e assicurazioni, scommesse e lotterie, prestazioni in seno alla stessa collettività pubblica, agricoltura, vendita e affitto d'immobili). Gli ambiti sociale, sanitario, della formazione, della ricerca e della cultura sarebbero invece stati imposti.

Berna e Washington vicine a un accordo fiscale. Secondo l'ambasciatore svizzero negli Usa, Manuel Sager, i due Paesi sono giunti a un consenso sul quadro legale e sulla procedura da seguire per lo scambio d'informazioni. Gli Usa hanno accettato il principio del rispetto delle leggi svizzere. «Restano ancora alcuni problemi da risolvere», ha dichiarato Sager a Swissinfo, «ma sono fiducioso sulla conclusione di un accordo in tempi ragionevoli».

Nessuna sanzione per banchieri che commetto atti discutibili. Il Consiglio degli Stati non intende vietare l'esercizio della professione a chi ha commesso azioni discutibili e richiede in seguito l'intervento dello Stato. «È inammissibile che lo Stato debba operare interventi straordinari volti a proteggere le banche, mentre i vertici vengono comunque ancora trattati come se garantissero un'attività ineccepibile», ha denunciato la parlamentare elvetica, Anita Fetz. «Un divieto totale di esercitare la propria professione in caso di intervento statale, senza una violazione grave del diritto di sorveglianza, costituirebbe un danno importante e sproporzionato», ha sottolineato la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf. La Finma ha già il diritto di impedire a una persona responsabile di un reato grave di assumere una funzione dirigenziale per una durata massima di cinque anni. Ma occorre tuttavia provare una responsabilità individuale.

In futuro, le manipolazioni dei corsi borsistici dovrebbero essere considerate dei crimini, e non più dei semplici reati. E l'ammontare delle multe potrebbe raggiungere i 10 milioni di franchi. È quanto stabilito dal Consiglio degli Stati svizzero che ha approvato un giro di vite alla legge sulle borse. E così, se anche il Consiglio nazionale deciderà di allinearsi alla proposta governativa, l'anno prossimo tutti gli attori della piazza finanziaria svizzera potranno essere perseguiti penalmente in caso di manipolazione dei corsi borsistici. Il reato insider sarà esteso a ogni persona che sfrutta notizie confidenziali che potrebbero influenzare il corso dei titoli. In futuro, questi reati sarebbero considerati nella legge come un'infrazione preliminare al riciclaggio di denaro. Il perseguimento penale non incomberà più alle autorità cantonali ma al ministero pubblico della Confederazione. Spetterà poi al Tribunale federale giudicare. Le multe per violazione intenzionale dell'obbligo di dichiarazione delle partecipazioni sono inoltre state fissate a un ammontare massimo di 10 milioni di franchi. Mentre le pene detentive in materia di manipolazioni o reati insider potranno raggiungere i 5 anni.

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