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Bolidi spie del fisco

del 22/12/2011
di: di Debora Alberici
Bolidi spie del fisco
L'auto di grossa cilindrata e la proprietà di quote legittimano l'accertamento sintetico se il contribuente non fornisce la prova contraria.

A ribadirlo, confermando un orientamento consolidato è la Suprema Corte di cassazione che, con la sentenza numero 27545 del 19 dicembre 2011, ha respinto il ricorso di un contribuente che si opponeva all'accertamento ricevuto per via del possesso di auto di grossa cilindrata e di partecipazioni societarie.

Ecco i principi rispolverati dalla sezione tributaria: «In tema di accertamento delle imposte sui redditi e con riguardo alla rettifica, con metodo sintetico, del reddito complessivo delle persone fisiche, è legittima l'applicazione agli anni anteriori dei coefficienti presuntivi di reddito adottati ai sensi dell'art. 1 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, posto che, rimanendo sul piano dell'accertamento e delle prove, l'applicabilità dei cosiddetti redditometri contenuti in decreti ministeriali emanati successivamente al periodo d'imposta da verificare deve ritenersi insita nell'art. 38 del dpr 29 settembre 1973, n. 600. Grava sul contribuente che contesti l'applicazione di tali coefficienti l'onere di dimostrare in concreto che il proprio reddito effettivo è diverso ed inferiore a quello scaturente dalle presunzioni adottate dall'ufficio».

Quindi, «in tema di accertamento dei redditi, sono - ai sensi dell'art.2 del dpr 29 settembre 1973 n. 600, nel testo applicabile nella fattispecie ratione temporis elementi indicativi di capacità contributiva, tra gli altri, specificamente la disponibilità in Italia o all'estero di autoveicoli, nonché di residenze principali o secondarie; la disponibilità di tali beni, come degli altri previsti dalla norma, costituisce, quindi, una presunzione di capacità contributiva da qualificare legale ai sensi dell'art.2728 cod.civ., perché è la stessa legge che impone di ritenere conseguente al fatto certo di tale disponibilità la esistenza di una capacità contributiva».

A fine aprile la Corte di cassazione (sentenza n. 9549) ha legittimato un accertamento fiscale motivando in modo analogo rispetto alla sentenza di ieri. In tema di redditometro è valido l'accertamento induttivo – ha sostenuto un altro Collegio della sezione tributaria - a carico dell'imprenditore basato su un'auto di grossa cilindrata, anche se questa è strumentale all'attività dell'azienda.

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