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Nella versione definitiva sconto Imu per i coltivatori

del 21/12/2011
di: Giusy Pascucci
Nella versione definitiva sconto Imu per i coltivatori
Sconto Imu per coltivatori diretti e imprenditori agricoli a titolo principale. Il decreto Monti, per come modificato alla camera e da oggi in aula al senato, ha recepito l'emendamento che, modificando il comma 5 dell'art. 13 del decreto legge n. 201/2011, introduce una differenziazione del moltiplicatore per la determinazione della base imponibile Imu dei terreni agricoli (precedentemente fissato a 120). Che, come anticipato da ItaliaOggi del 15 dicembre, scenderà a 110 per imprenditori professionali e coltivatori diretti, mentre sarà innalzato a 130 per tutti gli altri proprietari. «È stata introdotta una norma che prevede la netta differenziazione del moltiplicatore tra quando il terreno appartiene a un mero proprietario rispetto a quando sia di un coltivatore diretto o imprenditore agricolo a titolo principale», ha detto il ministro alle politiche agricole Mario Catania, durante la conferenza stampa di fine anno al Mipaaf. «L'impatto dell'imposta si differenzia per 20 unità e la distinzione è di fondamentale importanza per separare l'impresa dalla proprietà fondiaria». Il ministro ha aggiunto di avere «pronto anche un altro approccio per differenziare ulteriormente situazioni che prevedono una differenza tra proprietà e impresa». E anche sul provvedimento che prevede la concessione ai giovani imprenditori agricoli dei terreni demaniali, Catania non ha escluso un «ripensamento». «C'è la volontà di evitare speculazioni e assicurare, al tempo stesso, che i terreni abbiano una destinazione agricola», ha affermato. «Se queste condizioni non saranno garantite in modo sufficiente con gli atti applicativi, prospetterò al governo un'integrazione della norma primaria». Semplificazione e crescita e sviluppo saranno le priorità del ministro dopo la manovra finanziaria. Catania ha spiegato che si concentrerà su due provvedimenti: il primo, che riguarderà la semplificazione, prenderà spunto dal lavoro della Commissione agricoltura del senato, mentre il secondo sarà incentrato su riforme a costo zero per garantire la crescita e lo sviluppo del settore.

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