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Garage e cantine, ristrutturazioni in autonomia

del 21/12/2011
di: Maurizio Tozzi
Garage e cantine, ristrutturazioni in autonomia
Pertinenze, dal 2012 via libera al 36% in maniera autonoma. Chi deve ristrutturare il garage o la cantina deve aspettare l'anno nuovo per avere i benefici fiscali. Torna infatti l'agevolazione fiscale per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio anche su unità diverse da quelle residenziali ed a prescindere dagli interventi effettuati sull'unità stessa. Rebus sul limite di spesa in caso di interventi sia sull'unità residenziale che sulla pertinenza se autonomamente accatastata.

La nuova disposizione di cui all'articolo 16-bis del Tuir, con cui si inserisce a regime la detrazione del 36% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, nel confermare, in sostanza, l'assetto già noto, fatta eccezione per la non previsione di una diversa «tempistica» di rateazione per i soggetti anziani (pertanto è previsto un unico metodo di rateazione decennale), presenta una novità interessante per quanto concerne le pertinenze, che dovrà essere adeguatamente analizzata in sede interpretativa da parte dell'amministrazione finanziaria.

Fino al 30 settembre 2006 gli interventi di recupero erano agevolati sia se riferiti all'unità residenziale, sia che riguardassero le relative pertinenze, anche in via autonoma. Inoltre, se gli interventi in questione erano effettuati contemporaneamente sull'unità residenziale e sulla pertinenza, autonomamente accatastate, i limiti di spesa (all'epoca peraltro riferiti ai contribuenti aventi diritto e non ad immobile), erano da conteggiare in maniera separata (in pratica, in presenza di un solo avente diritto e autonomo accatastamento, si aveva una soglia di 48 mila euro per l'immobile abitativo e un'ulteriore soglia di 48 mila per la pertinenza). A seguito delle modifiche normative intervenute con la manovra estiva del 2006, la detrazione «in via autonoma» per la pertinenza è stata eliminata (almeno per quanto concerne la posizione dell'Agenzia delle entrate). In particolare, è necessario riferirsi alla risoluzione 124 del 2007 laddove è precisato che a decorrere dal 1° ottobre 2006, atteso il riferimento normativo del limite di spesa «alla singola abitazione», la detrazione non è più fruibile per le spese sostenute in riferimento alle pertinenze autonomamente accatastate. La stessa presa di posizione è stata ribadita con la risoluzione n. 167 del 2007 e con la risoluzione n.181 del 2008, ancorché in occasione delle proroghe dal 2007 in poi il legislatore abbia nuovamente fatto riferimento alle unità immobiliari in senso generico e non «alla singola abitazione». Ad ogni buon conto, secondo l'amministrazione finanziaria, lo scenario riguardante le pertinenze è il seguente:

  • fino al 30 settembre 2006, nel caso di abitazione e pertinenza separatamente accatastate, il limite di spesa è riferito in maniera separata ad ogni singola unità immobiliare;

  • dal 1° ottobre 2006 e fino al 31 dicembre 2011, il limite di 48 mila è riferibile solo alla abitazione. La pertinenza può essere oggetto di interventi solo se è accatastata unitamente all'abitazione e in tal caso comunque il limite di 48 mila euro è «complessivo». Non può invece più aversi l'agevolazione nel caso di intervento di ristrutturazione in maniera autonoma sulla pertinenza separatamente accatastata.

    Sul punto interviene il nuovo articolo 16-bis del Tuir, che disciplina l'agevolazione dal prossimo 1° gennaio 2012. La norma è chiara per quanto riguarda la tipologia degli immobili oggetto dell'agevolazione: la lettera b) del comma 1 chiaramente precisa che per quanto riguarda gli «immobili privati» gli interventi agevolati possono essere effettuati «sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze». Le pertinenze, pertanto, sono nuovamente agevolabili e non sembra ci siano dubbi sulla circostanza che possano essere direttamente oggetto di interventi di recupero, a prescindere dall'effettuazione di interventi sull'immobile di riferimento. Chi deve effettuare dei lavori sulle pertinenze ha convenienza ad attendere il prossimo 1° gennaio, dal momento che fino al 31 dicembre l'agevolazione non opera, salvo che i lavori oltre a riguardare la pertinenza siano effettuati anche sull'immobile.

    Ciò posto, la norma è però equivoca nello stabilire il limite di spesa. Testualmente, l'alinea del comma 1 del nuovo articolo 16-bis in questione ci dice che la detrazione spetta fino a un ammontare complessivo delle spese «non superiore a 48 mila euro per unità immobiliare», mentre non è effettuata alcuna precisazione circa le pertinenze. La domanda spontanea concerne l'esatto significato della locuzione utilizzata. In sincerità sembra che l'intento del legislatore sia stato di ribadire che una volta effettuati i lavori il limite di spesa sia da riferire alla singola unità immobiliare autonomamente accatastata e dunque se i lavori sono effettuati direttamente sulla pertinenza è evidente che il limite di spesa resta fisso a 48 mila euro. Il problema però si pone nel caso di lavori che sono effettuati sia sull'unità immobiliare che sulla relativa pertinenza autonomamente accatastata proprio in quanto il mancato «richiamo» anche delle pertinenze si presta a degli equivoci, che dovranno essere chiariti dall'amministrazione finanziaria. In particolare è necessario comprendere se il limite di 48 mila euro è vincolante, ossia debba intendersi nel senso che comunque non sia possibile calcolare la detrazione oltre tale ammontare (quasi a voler intendere quale blocco «unico» l'immobile e la pertinenza), ovvero è riferito a ogni «autonomo accatastamento» e dunque come nel passato in tale circostanza il contribuente ha un doppio limite di 48 mila euro.

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