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Imu, i sindaci veneti si ribellano

del 20/12/2011
di: di Giovanni Galli
Imu, i sindaci veneti si ribellano
I sindaci veneti della Lega inneggiano alla disobbedienza fiscale sull'Imu. «È un balzello assurdo, se il governo sanguisuga vuole tassare la casa frutto di sacrifici faccia da solo», ha detto, innescando la miccia, il primo cittadino di Vittorio Veneto Gianantonio Da Re, subito seguito a ruota dal suo collega di Treviso Giampaolo Gobbo. Ma l'iniziativa, che pure ha ricevuto il plauso del governatore veneto Luca Zaia («è interessante, ma va approfondita per evitare di trovarsi con ingiunzioni a carico dei cittadini») non scalda il popolo del Carroccio. Al pari di quella più soft di Matteo Salvini, che invece propone di applicare l'Imu al minimo (2 per mille): «Vogliamo gravare il meno possibile sui cittadini, l'imposta municipale ora finisce a Roma e con il federalismo non ha nulla a che fare». Il primo a dissociarsi dai colleghi è Attilio Fontana, sindaco di Varese, che taglia corto: «L'Imu va applicata». «Quelle di Salvini e Da Re sono proposte che idealmente condivido», ha spiegato Fontana, «ma non so se il mio bilancio potrà permetterselo. «Il rischio», ha proseguito, «è che queste forme di protesta si ritorcano contro i comuni, perché Roma ha già stabilito il taglio dei trasferimenti ai comuni e, nel caso, rischierei di non riuscire a finanziare i servizi necessari alla cittadinanza».

Rimanendo in Lombardia, si manifesta cauto anche il sindaco di Vigevano, Andrea Sala. «Purtroppo i comuni non potranno misurare l'impatto dell'Imu prima di 2 o 3 mesi». «È un lavoro molto complesso, prima di poter fare queste valutazioni devo sapere almeno la composizione del patrimonio edilizio».

Dal Veneto, Flavio Tosi ha definito come «utili» le proposte sull'Imu avanzate da suoi colleghi di partito, purché, ha avvertito, «non ricadano sui cittadini». «La protesta fiscale, per poter essere messa in atto», ha chiarito, «deve essere valutata tecnicamente in modo da non lasciare esposto il singolo cittadino nei confronti dello stato esattore. Come sindaco sono pronto ad assumermi le mie responsabilità, a patto che le conseguenze non debbano ricadere nel concreto sul singolo cittadino».

In attesa di conoscere il reale seguito della rivolta anti-Imu tra i sindaci del Carroccio, la proposta sarà esaminata dal parlamento della padania. «L'ufficio di presidenza ha dato mandato alle commissioni economia e enti locali, di presentare proposte che verranno poi esaminate nella prossima seduta fissata per il 28 gennaio 2012» ha annunciato Roberto Calderoli. Dichiarazioni che subito hanno suscitato polemiche. Per il presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro, quella della Lega è una «buffonata irresponsabile. Il parlamento padano non esiste e Calderoli e gli altri leghisti sono parlamentari eletti nel parlamento italiano». Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche del Pd rincara la dose: «l'imposta municipale unica è un'invenzione dell'ex ministro Roberto Calderoli, il quale, come tutti i leghisti, ha la memoria corta. Oppure da Maroni a Bossi, tutti confondono l'Imu con le quote latte evase».

Ma critiche arrivano anche da chi fino a qualche mese fa governava proprio al fianco della Lega. «L'Imu non è un tema da obiezione di coscienza», ha osservato il segretario del Pdl Angelino Alfano.

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