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Privacy solo per persone fisiche

del 17/12/2011
di: di Antonio Ciccia
Privacy solo per persone fisiche
Software libero per le pubbliche amministrazioni e esclusione della tutela della riservatezza per le persone giuridiche (società ed enti pubblici), gli enti e le associazioni. Sono due novità contenute nella manovra Monti, Ma mentre per le novità in materia di privacy non si registrano variazioni rispetto al testo iniziale (e restano i dubbi sulla possibilità di effettuare telefonate indesiderate di marketing a imprese ed enti), per il software libero si tratta di una novità degli emendamenti approvati in parlamento.

Software libero. Con l'articolo 29 bis del decreto si introduce l'impiego di software liberi negli uffici pubblici con lo scopo della riduzione dei costi della pubblica amministrazione. In particolare si interviene sull'articolo 68 del codice dell'amministrazione digitale (dlgs 82/2005) fornendo la prescrizione alle pubbliche amministrazioni di dotarsi di programmi informatici appartenenti alla categoria del software libero o a codice sorgente aperto.

Privacy. Il diritto alla riservatezza rimane solo a favore delle persone fisiche. Mentre le imprese, le persone giuridiche, gli enti e le associazioni escono dal campo di applicazione degli istituti di tutela del decreto legislativo n. 196/2003.

La conseguenza immediata è che chi tratta informazioni di enti, pubblici e privati non deve acquisirne il preventivo consenso, né deve dare l'informativa sul trattamento dei dati (articolo 13). Ma non è chiaro se sarà possibile effettuare telefonate commerciali a imprese ed enti senza il consenso preventivo. Peraltro a carico di imprese ed enti rimane l'obbligo di dotarsi del documento programmatico sulla sicurezza.

Nel dettaglio l'articolo 4, comma 1, del Codice della privacy, alla lettera b), le parole «persona giuridica, ente od associazione» sono soppresse e le parole «identificati o identificabili» sono sostituite dalle parole «identificata o identificabile». L'articolo 4, lettera b), definisce che cosa deve intendersi per dato personale e, quindi, quali informazioni siano protette dal codice della privacy. Con la soppressione del riferimento a persone giuridiche, enti e associazioni, solo le informazioni relative alle persone fisiche rimangono oggetto di tutela.

Conseguente alla soppressione descritta è la modifica alla lettera i), sempre dell'articolo 4, del codice della privacy. La lettera i) citata definisce chi debba considerarsi «interessato», cioè il soggetto cui si riferiscono i dati personali. Mentre nella versione originaria poteva considerarsi «interessato» anche una persona giuridica, un ente o un'associazione, con la modifica della manovra Monti, è «interessato» solo una persona fisica. E solo una persona fisica potrà esercitare i diritti previsti dall'articolo 7 del Codice della privacy: conoscere quali dati siano trattati dal titolare del trattamento, ottenerne la rettifica, l'aggiornamento o l'integrazione o anche, in alcuni casi, la cancellazione. Un ente collettivo non potrà più esercitare tali diritti, considerato che i suoi dati non sono più protetti.

Con altra modifica, la manovra abroga l'ultimo periodo dell'articolo 9, comma 4 del codice, e cioè la disposizione in cui si dettagliavano le modalità per identificare la persona fisica titolata a esercitare i diritti per conto della persona giuridica, ente o associazione. I dati di persone giuridiche, enti e associazioni sono, infine, trasferibili all'estero, senza più bisogno di una norma autorizzativa speciale, per effetto della soppressione della lettera h) del comma 1 dell'articolo 43 del codice.

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