Consulenza o Preventivo Gratuito

Ecco i fallimenti light per le pmi

del 17/12/2011
di: di Antonio Ciccia e Cristina Bartelli
Ecco i fallimenti light per le pmi
Fallimenti light per famiglie e piccole imprese: potranno ristrutturare i loro debiti e chiudere una volta per tutte i conti in sospeso. È la novità di un decreto legge per fronteggiare la crisi di famiglie e imprese, approvato ieri dal consiglio dei ministri nell'ambito di un pacchetto giustizia (si veda box a fianco). E che contiene anche la garanzia del mantenimento fino a scadenza dei collegi sindacali delle srl nominati entro quest'anno.

Piccoli fallimenti. Mai più pignorati a vita. Grazie a una procedura analoga al fallimento per famiglie e piccole imprese e, cioè, per quei soggetti esclusi dalla disciplina della legge fallimentare (legge 267/1942). L'esclusione dalla disciplina della procedura concorsuale del fallimento implica che il debitore è soggetto alle azioni esecutive individuali, senza limiti di tempo se non quello di prescrizione del credito. Lo scopo del provvedimento di urgenza è varare una specie di piccolo fallimento, che consente al debitore di chiudere una volta per tutte i conti lasciati in sospeso, e consente ai creditori di ottenere il proprio credito (seppure in misura prevedibilmente parziale) senza doversi logorare in estenuanti procedure esecutive, lunghe e soprattutto molto costose. Il provvedimento interessa le famiglie e le piccole imprese a cui non sono applicabili le disposizioni vigenti in materia di procedure concorsuali. In effetti la legge fallimentare non si applica agli imprenditori che nei tre esercizi precedenti l'istanza di fallimento hanno avuto un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila e ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila e, infine, che hanno un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro cinquecentomila. Se non ricorrono questi presupposti sono possibili solo azioni esecutive individuali. Con il provvedimento del governo, ai soggetti cosiddetti «non fallibili» viene offerta la possibilità di concordare con i creditori un piano di ristrutturazione dei debiti, che determini la finale esdebitazione del soggetto in crisi. In sostanza si tratta di una procedura che libera il debitore per sempre dalle sue obbligazioni concordando un piano di rientro con i propri creditori. Il procedimento si svilupperà sotto il controllo dell'autorità giudiziaria. Tuttavia l'intervento dell'autorità giudiziaria si limiterà all'omologazione dell'accordo raggiunto tra debitore e creditori. Il compito di gestione del merito della vicenda è affidato, invece, a un organismo di composizione della crisi, di nuova istituzione, che, composto da professionisti in possesso di adeguata preparazione, favoriscono la definizione dell'accordo e ne seguono l'attuazione.

Collegi sindacali. Inserito nel provvedimento anche tre interventi sui collegi sindacali. Nel primo caso, nelle società a responsablità limitata, si stabilisce che i collegi sindacali nominati entro il 31 dicembre 2011, rimangono in carica fino alla scadenza naturale del mandato deliberata dall'assemblea che li ha nominati. Con una aggiunta alla legge 231/01 sulla responsabilità dell'impresa l'elenco degli organismi di vigilanza si arricchisce anche del sindaco unico che dunque potrà svolgere quella funzione. Infine per le srl per cui non è prevista la nomina del sindaco (e non più il collegio sindacale) possono redigere il bilancio secondo uno schema semplificato.

Tetto alle spese legali. Calmierati gli onorari di avvocato che il giudice di pace può riconoscere alla parte che vince la causa per i giudizi di valore fino a euro 516,46. Si tratta di cause per le quali il cittadino può difendersi da sé senza ricorrere a un avvocato; ma se lo fa, il giudice con la sentenza, con cui accoglie la domanda, deve pronunciarsi sulle spese legali e, di norma, accollarle a chi perde. Il decreto interviene a stabilire un limite alle spese liquidabili per le controversie davanti ai giudici di pace per le quali non è richiesta l'assistenza di un difensore. Quindi il giudice di pace non potrà quantificare le spese a sua discrezione, rimanendo vincolato al tariffario posto dalla legge. La disposizione ha come obiettivo dichiarato eliminare il contenzioso seriale pendente presso i magistrati onorari con conseguenze in termini di costi e carichi di lavoro ritenute gravi dal governo.

Altre novità. Proroga di un anno per i magistrati onorari in servizio, tenuto conto, da un lato, della necessità di procedere alla riforma organica della magistratura onoraria, dall'altro di completare l'attuazione della delega in materia di revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Correzioni alla disciplina della mediazione, per potenziarne l'utilizzo e modifica alle norme sull'istanza di prelievo per eliminare alcune distorsioni.

vota