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La deduzione Irap perde appeal

del 15/12/2011
di: di Andrea Bongi
La deduzione Irap perde appeal
Ridotta la platea dei beneficiari delle deduzioni Irap. Non sarà più possibile cumulare la deduzione analitica dal costo del lavoro con quella forfettaria del dl 185/2008 con la conseguenza che chi non ha interessi passivi da portare in deduzione perderà totalmente la deduzione forfettaria. È questo l'effetto di un emendamento al testo della manovra attraverso il quale è stata abolita la possibilità di cumulare, in presenza di costi per il personale dipendente e assimilato, la deduzione analitica introdotta dall'art. 2 del dl 201/2011 e quella forfettaria del 10% disciplinata dall'art. 6, primo comma, del dl 185/2008. L'emendamento prevede infatti che, con decorrenza dal periodo d'imposta in corso al 31/1/12, la deduzione forfettaria dell'irap dalla base imponibile delle imposte dirette rimanga riferita unicamente alla presenza di «interessi passivi e oneri assimilati al netto degli interessi attivi e proventi assimilati». Sulle spese relative al personale dipendente ed assimilato, a decorrere dal periodo d'imposta 2012 per i soggetti c.d. solari, l'unica deduzione dell'imposta regionale sulle attività produttive dalla base imponibile dell'Irpef o dell'Ires sarà quella analitica disciplinata dalla manovra Monti. L'effetto dell'emendamento è quello dunque di scongiurare il doppio cumulo delle deduzioni irap sulla quota del costo del lavoro dipendente riducendo così l'effetto in termini di minor gettito per l'erario che si sarebbe potuto verificare se tale doppio cumulo fosse rimasto attuabile. La relazione tecnica che accompagna l'emendamento non ascrive tuttavia, prudenzialmente, alcun effetto in termini di gettito per le casse dell'erario dall'inserimento dell'emendamento in oggetto. L'escamotage utilizzato nella relazione tecnica per non ascrivere effetti di gettito all'abrogazione della deduzione forfettaria riferita al costo del lavoro ex dl 185/2008 è tuttavia perlomeno sibillino. Secondo gli estensori dello stesso infatti molti contribuenti, pur di non perdere i benefici della deduzione forfettaria del 10% dell'irap pagata, provvederanno ad accendere debiti onerosi, seppur di importo minimo per poter continuare ad usufruire della deduzione stessa. La deduzione forfettaria introdotta dal dl 185/2008 condiziona l'abbattimento in una misura pari al 10% dell'irap pagata dall'imponibile Irpef/Ires alla semplice presenza di almeno una delle due componenti: costi per lavoro dipendente ed assimilato e interessi passivi ed oneri finanziari netti. Al di là delle considerazioni contenute nella relazione tecnica l'effetto dell'emendamento all'articolo 2 della manovra Monti potrà avere effetti negativi nella determinazione delle imposte dirette per molti contribuenti. Supponiamo che una società di capitali abbia sostenuto nell'esercizio 2012 costi per il lavoro dipendente al netto delle deduzioni spettanti ai sensi dell'articolo 11, commi 1, lettera a), 1-bis, 4-bis, 4-bis.1 del medesimo decreto legislativo n. 446 del 1997 per euro 100 mila e nessun importo a titolo di interessi passivi e oneri assimilati. Supponiamo inoltre che la stessa società abbia effettuato versamenti irap nel corso dello stesso periodo d'imposta per euro 10 mila. In questa situazione, grazie alla prima versione della manovra Monti, la società avrebbe potuto dedurre dalla base imponibile Ires un importo pari all'irap riferibile al costo del lavoro al netto delle citate deduzioni al quale si sarebbe poi potuto aggiungere anche la quota forfettaria in misura pari al 10% dell'irap pagata. La nostra società avrebbe potuto dedurre complessivamente l'importo di euro 4.900, pari alla quota dell'irap riferibile al costo del lavoro netto (3,9% di 100 mila ) al quale si aggiunge la deduzione forfettaria del 10% di euro 15 mila. Dopo l'emendamento in parola l'unica deduzione spendibile per il periodo d'imposta 2012 sarà costituita unicamente da euro 3.900 pari all'irap riferibile al costo del lavoro al netto delle deduzioni.

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