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Per artigiani e commercianti contributi al 24% entro il 2018

del 14/12/2011
di: Carla De Lellis
Per artigiani e commercianti contributi al 24% entro il 2018
È del 2% in più il rincaro contributivo per i lavoratori autonomi. Artigiani, commercianti e agricoli, infatti, nel 2018 arriveranno all'aliquota del 24% e non del 22%. Lo stabilisce il maxiemendamento alla manovra Monti.

Artigiani e commercianti. Il primo rincaro riguarda la gestione pensionistica dei lavoratori artigiani e commercianti, alla quale sono obbligatoriamente iscritti non solo chi esercita quelle professioni ma anche affittacamere, promotori finanziari, soci di società (persone e capitali), componenti l'impresa familiare. Dal 1° gennaio 2012, le aliquote contributive pensionistiche di finanziamento e computo sono incrementate di 1,3 punti percentuali; dal 2013 di altri 0,45 punti percentuali e così per ogni anno successivo fino a raggiunge il livello del 24%. Nel dettaglio, nel 2012 pagheranno il 21,3% (il 18,3% i lavoratori di età inferiore a 21 anni); nel 2013 il 21,75% (il 18,75% i lavoratori di età inferiore a 21 anni); nel 2014 il 22,20% (il 19,20% i lavoratori di età inferiore a 21 anni); nel 2015 il 22,65% (il 19,65% i lavoratori di età inferiore a 21 anni); nel 2016 il 23,10% (il 20,10% i lavoratori di età inferiore a 21 anni); nel 2017 il 23,55% (il 20,55% i lavoratori di età inferiore a 21 anni); dal 2018 il 24% (il 21% i lavoratori di età inferiore a 21 anni). Gli iscritti alla gestione commercianti dovranno sommare, inoltre, il contributo dello 0,09% devoluto al finanziamento dell'indennizzo per la cessazione definitiva dell'attività, il cui obbligo di versamento è stato prorogato dal dl anticrisi (dl n. 185/2008) fino al 31 dicembre 2013. Infine, deve ritenersi confermato anche il resto dell'impianto di calcolo e pagamento dei contributi, vale a dire il vincolo del minimale di reddito (per l'anno 2011 pari a euro 14.552), l'aliquota aggiuntiva (1%) dovuta oltre il limite di retribuzione annua pensionabile (nel 2011 pari a 43.042 euro), nonché il massimale di reddito oltre il quale non è più dovuta la contribuzione (nel 2011 pari a 71.737 per i «vecchi» iscritti, ossia soggetti iscritti con decorrenza anteriore al 1996 o che possono far valere anzianità contributiva a tale data; e pari a 93.622 euro per i «nuovi» iscritti, ossia lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, iscritti da gennaio 1996 in poi).

Lavoratori agricoli. Per quanto riguarda i lavoratori agricoli, quelli operanti nei territori normali pagheranno nel 2012 il 21,6%, il 22% nel 2013, il 22,4% nel 2014, il 22,8% nel 2015, il 23,2% nel 2016, il 23,6% nel 2017 e infine il 24% dal 2014. I lavoratori agricoli operanti nei territori svantaggiati pagheranno nel 2012 il 18,7%, il 19,6% nel 2013, il 20,5% nel 2014, il 21,4% nel 2015, il 22,3% nel 2016, il 23,2% nel 2017 e infine il 24% dal 2014.

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