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Imposta sulle ricchezze all'estero

del 14/12/2011
di: di Cristina Bartelli e Fabrizio Vedana
Imposta sulle ricchezze all'estero
Stangata per le ricchezze detenute all'estero. Arriva una imposta sul valore degli immobili situati all'estero e una sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero delle persone fisiche residenti nel territorio dello stato. Le evidenze sui cui l'amministrazione finanziaria batte cassa sono quelle indicate nel quadro RW della dichiarazione dei redditi. Mentre lo scudo fiscale sarà tassato meno ma per sempre. Gli intermediari avranno l'obbligo di segnalare all'Agenzia delle entrate i contribuenti nei confronti dei quali non è stata applicata e versata l'imposta. Insomma, l'anonimato avrà un prezzo. Sono queste le novità dell'emendamento presentato dal governo alla manovra in commissione alla Camera ieri.

Scudi fiscali tassati meno ma per sempre. Le attività finanziarie estere emerse in occasione di una delle diverse edizioni degli scudi fiscale varati tra il 2001 ed il 2010 sono soggette ad un'imposta di bollo speciale annuale del 4 per mille; l'imposta per gli anni 2012 e 2013 è invece fissata nella misura del 10 per mille (1%). Lo prevede il comma 6 del nuovo articolo 19 del decreto 201/11. Il maxi-emendamento al decreto attualmente in vigore prevede, inoltre, che la nuova imposta si applichi alle sole attività finanziarie (quelle patrimoniali, per es. gli immobili, non vengono più' considerate) e chiarisce che la stessa dovrà essere trattenuta/richiesta e poi versata a cura dell'intermediario presso il quale è stata presentata la dichiarazione riservata. Resta confermato l'obbligo dell'intermediario di comunicare all'agenzia delle entrate i contribuenti nei confronti dei quali non è applicata e versata l'imposta di bollo speciale. Il nuovo articolo 19 chiarisce poi al comma 8, che l'imposta andrà calcolata per l'anno 2012 sul valore delle attività secretate al 6 dicembre 2011 (data di entrata in vigore del decreto legge 201) mentre per gli anni successivi, e quindi, presumibilmente, a partire dal 2013, si utilizzerà il criterio ordinariamente usato ai fini del calcolo dell'imposta di bollo ordinariarmente applicata ai sensi della Tariffa di cui al dpr 642/72. Altra importante novità è poi contenuta nel nuovo comma 7 dell'articolo 19: la nuova imposta di bollo speciale verrà determinata al netto dell'eventuale imposta di bollo prevista per quanti hanno un conto corrente o un conto titoli. Il comma 12, infine, prevede che alle attività finanziarie scudate che alla data del 6 dicembre 2011 sono state in tutto o in parte prelevate dal rapporto di deposito, amministrazione o gestione sarà applicata per il solo anno 2012 un'imposta straordinaria pari al 10 per mille.

Immobili detenuti all'estero. Chi risiede in Italia e ha immobili all'estero troverà una nuova imposta. A decorrere dal 2011, infatti, è istituita una imposta sul valore degli immobili situati all'estero e a qualsiasi uso destinati da persone fisiche residenti nel territorio dello stato. L'imposta è stabilita nella misura dello 0,76% del valore degli immobili. La norma specifica anche che il valore, su cui applicare il balzello, è costituito dal costo risultante dall'atto di acquisto o dai contratti e in mancanza secondo le rilevazioni del mercato. Inoltre è fissato un meccanismo di credito di imposta per cui l'imposta si deduce fino a concorrenza del suo ammontare un credito d'imposta appunto pari all'ammontare dell'eventuale imposta patrimoniale versata nello stato in cui è situato l'immobile.

Valore sulle attività finanziarie. A decorrere dal 2011 le persone residenti in Italia dovranno versare una imposta nella misura dell'1 per mille per il 2011 e il 2012 e dell'1,5 per mille a decorrere dal 2013 per le attività finanziarie. L'imposta è dovuta proporzionalmente alla quota e al periodo di detenzione. La norma fissa il concetto di valore su cui applicare le aliquote (si veda articolo qui sotto).

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