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In Italia con il visto

del 03/12/2011
di: di Daniele Cirioli
In Italia con il visto
Sono in tutto 21 i visti d'ingresso in Italia. Tra le nuove tipologie, quello per motivi familiari, per ricerca e per volontariato, mentre non c'è più il visto per familiare al seguito. Sul lavoro, invece, confermati i tre visti (autonomo, subordinato e vacanze lavoro). A stabilirlo il dm 11 maggio del ministero affari esteri, pubblicato sulla G.U. n. 280/2011, che aggiorna la disciplina vigente da oltre dieci anni (dm 12 luglio 2000).

Il visto. Il visto è uno sticker che si applica sul passaporto o qualsiasi altro documento di viaggio dello straniero richiedente e rappresenta l'autorizzazione all'ingresso in Italia. In base all'accordo Schengen, i visti d'ingresso («visti Schengen uniformi», Vsu) si dividono in visti di «tipo A», per transito aeroportuale, validi esclusivamente per il transito nelle zone internazionali degli aeroporti; visti di «tipo C» per soggiorni di breve durata o di viaggio, con validità massima di 90 giorni; questi visti possono essere limitati nella validità territoriale, assumendo denominazione di visti a «validità territoriale limitata» (Vtl); infine, «visti nazionali» (Vn) di lunga durata, cioè con validità superiore a 90 giorni. Il decreto stabilisce 20 nuovi tipi di visti, corrispondenti ai diversi motivi d'ingresso, indicando (in allegato) requisiti e condizioni per l'ottenimento: adozione, affari, cure mediche, diplomatico, gara sportiva, invito, lavoro autonomo, lavoro subordinato, missione, motivi familiari, motivi religiosi, reingresso, residenza elettiva, ricerca, studio, transito aeroportuale, transito, trasporto, turismo, vacanze-lavoro, volontariato.

L'ingresso dei minori. Per quanto riguarda i minori, il decreto stabilisce che il loro ingresso, in presenza dei requisiti dei singoli tipi di visto, è subordinato all'acquisizione, da parte del consolato, anche dell'atto di assenso all'espatrio sottoscritto da ciascuno degli esercenti la potestà genitoriale che non accompagnano il minore nel viaggio o in loro assenza dal tutore legale. L'ingresso di minori stranieri nell'ambito di programmi di solidarietà di accoglienza temporanea, invece, è subordinato all'autorizzazione del comitato per i minori stranieri (ex articolo 33 del dlgs n. 286/1998, il T.u. immigrati).

I visti per lavoro. Tre i visti che riguardano il lavoro. Il visto per lavoro autonomo (Vsu o Vn) consente l'ingresso in Italia, ai fini di un soggiorno di breve o lunga durata, a tempo determinato o indeterminato, allo straniero che intenda esercitare un'attività professionale o lavorativa a carattere non subordinato. Il visto per lavoro subordinato (Vsu o Vn) consente l'ingresso, ai fini di un soggiorno di breve o lunga durata, a tempo determinato o indeterminato, allo straniero che sia chiamato in Italia a prestare un'attività lavorativa a carattere subordinato. Infine, il visto per vacanze-lavoro (Vn) che consente l'ingresso, per un soggiorno di lunga durata, ai cittadini dei Paesi con cui l'Italia abbia stipulato degli specifici accordi in materia, per una durata massima di un anno.

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