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Il manager non ristora

del 03/12/2011
di: Debora Alberici
Il manager non ristora
Più difficile l'azione di responsabilità a carico degli amministratori di società per azioni. Infatti, questi non devono risarcire l'impresa in caso di irregolare tenuta della contabilità qualora l'ente abbia pagato la sanzione amministrativa pur essendoci margini per una vittoria. Insomma l'azienda che non limita il danno non può chiedere ristoro ai manager.

È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 25854 del 2 dicembre 2011, ha respinto il ricorso di una grande impresa di assicurazione che aveva presentato al Tribunale di Roma azione di responsabilità contro uno degli amministratori dopo aver ricevuto una sanzione da parte dell'Isvap per irregolare e confusa tenuta della contabilità. I giudici avevano accolto la domanda quantificando il ristoro in 400mila euro. Poi la Corte d'Appello ha ribaltato il verdetto annullando il risarcimento. Ad avviso del Collegio di secondo grado, infatti, la sanzione notificata dall'Isvap avrebbe potuto essere impugnata per un cavillo procedurale. Mentre l'impresa si era affrettata a pagarla in misura ridotta. Né l'amministratore, al contrario di quanto sostenuto dalla Spa, avrebbe potuto impugnarla da solo.

La prima sezione civile ha respinto il ricorso applicando il principio generale per cui «l'articolo 1227, secondo coma, c.c. non si limita ad imporre un qualsiasi comportamento soggettivamente inteso ad evitare o ridurre il danno, ma impone un comportamento diligente. Non basta, dunque, la semplice finalità di operare nell'interesse del debitore, occorre anche obiettivamente operare con diligenza in quel senso: ciò che invece è appunto mancato, secondo i giudici di merito, nella specie».

Per quanto riguarda il problema sollevato dalla società secondo cui il manager avrebbe potuto impugnare in prima persona la sanzione, la Cassazione ha risposto che «l'avvenuto pagamento della sanzione in misura ridotta estingue, infatti, l'obbligazione sanzionatoria e preclude l'esperimento di qualsiasi rimedio giurisdizionale».

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