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Medico senza Irap se si fa sostituire. Ma paga se ha la segretaria

del 03/12/2011
di: Debora Alberici
Medico senza Irap se si fa sostituire. Ma paga se ha la segretaria
Il medico convenzionato non paga l'Irap se non ha collaboratori e dipendenti e, a studio, si fa sostituire da un collega nei periodi di ferie. Al contrario è soggetto all'imposta se paga una segretaria. Sono questi i due chiarimenti forniti dalla Cassazione con la sentenza n. 25910 del 2 dicembre 2011. In particolare l'Agenzia entrate si è opposta alla decisione della Ctr Lombardia che aveva sancito il diritto al rimborso Irap in favore di un medico convenzionato al 100% Ssn perché il professionista non aveva dipendenti ma si faceva semplicemente sostituire a studio da un collega nel periodo di ferie. La sezione tributaria ha condiviso le motivazioni dei giudici di merito sul primo punto. Nel senso che il medico che ha uno studio e si fa sostituire da un collega nella pausa estiva non deve versare il tributo. «In tema di Irap, - ecco il principio applicato dalla sezione tributaria - la disponibilità, da parte dei medici di medicina generale convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, di uno studio, avente le caratteristiche e dotato delle attrezzature indicate nell'art. 22 dell'Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, reso esecutivo con d.P.R. 28 luglio 2000, n. 270, rientrando nell'ambito del minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività professionale, ed essendo obbligatoria ai fini dell'instaurazione e del mantenimento del rapporto convenzionale, non integra, di per sé, in assenza di personale dipendente, il requisito dell'autonoma organizzazione ai fini del presupposto impositivo». Ma non finisce qui. Sul secondo punto la Cassazione ha dato ragione alle Entrate precisando che senza alcuna motivazione, la Ctr ha escluso la presenza di personale dipendente nonostante la produzione da parte dell'Agenzia della dichiarazione dei redditi del contribuente dalla quale risultano corrisposti compensi a personale di segreteria per 312 giornate lavorative (la sentenza impugnata fa riferimento unicamente ad un collega che sostituirebbe il contribuente per ferie e altri impedimenti).

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