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Consulenti del lavoro terzi

del 02/12/2011
di: La Redazione
Consulenti del lavoro terzi
«Lo scenario che si è aperto con l'introduzione dell'art. 8 della manovra finanziaria appare erroneamente riservato alle parti attori della contrattazione aziendale. Ritengo, invece, che tangibili opportunità possano aprirsi per noi Consulenti del lavoro, quali esperti terzi alle parti della materia lavoristica». « di questo avviso Francesco Longobardi – presidente nazionale Ancl-S.U. Che continua: «La facoltà di deroga alla legge e alla contrattazione collettiva dettata dalla legge, trova un punto di contenimento nel comma 2-bis del medesimo art. 8, secondo il quale permangono comunque i vincoli dettati dalla Carta costituzionale, dalle normative europee, e dalle convenzioni internazionali. In una trattativa sindacale, e negli interessi contrapposti amplificati dalla facoltà di deroga, è possibile ritrovarsi in presenza di richieste che – inconsciamente – possono invece violare i predetti precetti e soprattutto, non perseguire quelle “intese di scopo” che la legge prescrive. Il ruolo del consulente del lavoro sarà questo: verificare che un accordo (che poi egli stesso deve di fatto applicare ai dipendenti dell'azienda) sia conforme a quella finalizzazione alla maggiore occupazione, alla qualità dei contratti di lavoro, alla emersione del lavoro irregolare, agli incrementi di competitività e di salario, alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, agli investimenti, all'avvio di nuove attività e alla regolazione delle materie inerenti l'organizzazione del lavoro e della produzione. In sostanza», continua ancora Longobardi, «è la tecnicità propria del Consulente del lavoro a poter essere di supporto in ordine a quello che si può fare e quello che non si può fare. E non è un compito da poco. In quella sede, il Consulente del lavoro può e deve legittimamente esercitare la sua terzietà rispetto alle parti, fornendo il sostegno tecnico necessario ad un intesa conforme alla legge che, diversamente, potrebbe essere affetta da nullità. Nel possibile progressivo affermarsi dei contratti di prossimità (sarà di certo il sistema produttivo a deciderne le sorti) il compito che nell'immediato ci aspetta è quello di “educare” i diretti nostri interlocutori quali sono i datori di lavoro, alla portata della novella legislativa e alle concrete possibilità di adesione, alla valutazione degli effetti e delle conseguenze. Da parte dell'Ancl, è altrettanto evidente che questo ruolo tecnico individuabile nella partecipazione collaterale del Consulente del lavoro alla contrattazione, debba essere anche diffuso presso le organizzazioni sindacali rappresentative. Lo si sta già facendo, nell'ambito esecutivo dei protocolli d'intesa stipulati con tali OO.SS, e per i quali sono incorso numerose iniziative formative ed informative ai rispettivi dirigenti. Le occasioni formative che già si stanno eseguendo con largo successo congiuntamente alla Fisascat- Cisl, con il nostro Centro Studi Ancl, son un valido esempio Questa opportunità, va altrettanto vigorosamente diffusa sul territorio, attraverso sistemi di relazioni intersindacali che le nostre UP sapranno sicuramente alimentare».
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