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Revisione calibrata per le pmi

del 01/12/2011
di: di Christina Feriozzi e Luciano De Angelis
Revisione calibrata per le pmi
Principi di revisione internazionale d'obbligo solo per le grandi imprese. Nelle imprese di media entità i principi di revisione potranno essere adattati alle dimensioni e all'assetto organizzativo della società controllata. La revisione delle piccole imprese potrà, invece, discrezionalmente essere richiesta dai singoli stati membri. Nelle società di revisione saranno ammissibili maggioranze di soci di capitali, che tuttavia non potranno prevalere nel cda. Sono alcuni dei principali elementi di novità traibili dalla lettura della proposta di emendamento della direttiva 2006/43/CE (in materia di revisione dei conti annuali e consolidati), pubblicata ieri dalla Commissione europea.

La revisione nelle pmi

Dalla proposta di emendamento alla direttiva emerge il diverso trattamento ai fini della revisione a seconda delle dimensioni delle imprese comunitarie, distinguibili in tre categorie.

Le grandi imprese: esse dovranno essere necessariamente assoggettate alla revisione legale dei conti e gli auditors dovranno, a riguardo, obbligatoriamente attenersi ai principi di revisione internazionale;

Le medie imprese: anche qui la revisione è obbligatoria ma l'emendamento di direttiva raccomanda che i principi di revisione applicabili siano adattati alle dimensioni e all'assetto organizzativo dell'entità revisionata. Tale calibrazione, (con applicazione di principi di revisione semplificati) andrà a beneficio anche di coloro che vorranno adottare la revisione volontaria, consentendo in questi casi un ricorso alla revisione ad un minor costo. In considerazione del fatto che la Comunità europea non definisce come proporzionare in pratica l'applicazione dei principi di revisione internazionali (che restano il riferimento per le revisioni delle grandi aziende), ciò viene demandato alla discrezione dei singoli stati membri in applicazione del principio di sussidiarietà. Questi ultimi potranno richiedere agli organismi professionali di fornire un orientamento per l'attuazione della revisione semplificata.

Piccole imprese: qui saranno gli stati membri a stabilire o meno gli obblighi di sottoporre le imprese a revisione. Qualora il singolo Stato richieda la revisione legale del bilancio annuale o consolidato di una piccola impresa, potranno analogamente essere adottati gli stessi principi di «revisione semplificata», a meno che non siano già presenti regole di «revisione limitata» specificamente rivolte alle piccole entità quale alternativa alla revisione legale ordinaria, poiché in tal caso saranno queste ultime adottate come riferimento.

Il passaporto della revisione

Allo scopo di creare una revisione «pan-europea» l'emendamento alla direttiva propone di abilitare i revisori all'esercizio della loro professione in tutta la Ue, creando una sorta di mercato unico della revisione. Ciò consentirà ai singoli revisori e società di revisione di ampliare il mercato di riferimento per la fornitura dei servizi, nonché di attestare il livello delle proprie revisione legali ai principi internazionali di revisione. Aspetto pratico della proposta consiste in uno snellimento delle pratiche e procedure per l'accesso alla revisione nello stato membro diverso da quello di appartenenza, che nel rispetto della condizione di reciprocità, può consistere in una forma di registrazione del revisore ospite analoga a quella predisposta per il revisore del paese stesso.

Rotazione degli incarichi e gare di appalto per l'assegnazione

Le società di revisione dovranno attuare una rotazione degli incarichi entro un periodo massimo di sei anni, allo scopo di evitare le inefficienze che scaturiscono dalla eccessiva familiarizzazione con il revisore. Altresì applicabile sarà un quadriennio di «pausa tecnica» prima che la società possa essere rinominata dallo stesso cliente. La rotazione obbligatoria può essere estesa a un periodo di nove anni nel caso di revisioni congiunte (quando più revisori operano in concomitanza per accrescere la qualità dell'audit), pratica questa non obbligatoria, ma incoraggiata nelle realtà di più grandi dimensioni. Le società di interesse pubblico saranno obbligate ad avere una procedura aperta e trasparente, sotto forma di gara d'appalto per l'aggiudicazione dell'incarico di revisione.

Ok ai soci di capitale in maggioranza nelle società di revisione

Altra modifica, alla direttiva in commento, riguarda la liberalizzazione delle regole di partecipazione al capitale delle società di revisione. Attualmente viene richiesto che la maggioranza dei diritti di voto nella società di revisione sia posseduto da professionisti contabili abilitati, mentre tale requisito non sarà più contemplato, anzi sarà proibito agli stati membri di pretendere che un minimo di capitale sia in mano a revisori legali. Resta, invece, in vigore il requisito che vuole la maggioranza del management formato da revisori legali. L'ampliamento degli assetti proprietari verso il mercato dei capitali ha l'obiettivo di incrementare il numero dei soggetti fornitori di servizi di audit nonché di accrescere le dimensioni di quelle imprese di revisione che si trovano sul mercato a competere con le Big Four. Alle società di revisione sarà proibita, infine, la fornitura di servizi diversi dalla revisione ai clienti oggetto dei controlli, inoltre le grandi società di revisione saranno obbligate alla separazione dell'attività di revisione dalle altre prestazioni allo scopo di evitare ogni rischio di conflitto di interessi.

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