Consulenza o Preventivo Gratuito

I dubbi sulla tariffa custodi giudiziari

del 30/11/2011
di: di Rodolfo Ciccioriccio*
I dubbi sulla tariffa custodi giudiziari
Il Ministero della giustizia con l'emanazione del dm 80/2009 ha colmato il vuoto normativo in ordine alla determinazione dei compensi spettanti agli ausiliari del giudice dell'Esecuzione per l'attività di custodia dei beni mobili e immobili. Questa lacuna si era venuta a produrre con l'approvazione della legge 80/2005, e successive modificazioni e integrazioni che, nel prevedere l'ampliamento della delega alla vendita a nuove categorie professionali (avvocati e commercialisti in aggiunta ai notai, che già da tempo la esercitavano), creava con gli stessi la nuova figura professionale del «custode giudiziario di beni mobili e immobili» non prevedendo la disciplina di determinazione dei relativi compensi.

L'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Roma, raccogliendo le richieste dei colleghi impegnati nell'attività di custodi giudiziari e delegati alla vendita, ha costituito - nell'ambito della Commissione esecuzioni mobiliari e Immobiliari presieduta da Maurizio De Filippo - una sottocommissione ad hoc composta dai colleghi Roberto Carisi, Marianunzia Di Cera, Sabina Ippolitoni e Mauro Pasquali, coordinati da Rodolfo Ciccioriccio.

La sottocommissione, in stretta collaborazione con l'intera Commissione, ha assunto l'iniziativa di valutare le esperienze dei singoli custodi e di analizzare le attività che i professionisti sono effettivamente chiamati a svolgere, comparandole con le fattispecie prospettate dal citato decreto. L'intento della sottocommissione è quello di elaborare un documento da inoltrare al Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili con l'invito a promuoverlo presso gli organi competenti, come previsto dalle specifiche attribuzioni del dlgs n 139/05.

Il lavoro di analisi ha evidenziato la mancata considerazione da parte del dm 80/2009 di una serie di attività in parte inerenti la custodia e, soprattutto, l'assenza di riferimenti alle attività connesse alla delega vera e propria. In ordine a queste ultime (delega parziale o totale), non considerate dal dm 80/2009, si è ancora in attesa dell'emanazione del decreto ministeriale ai sensi dell'art. 179-bis disp. att. c.p.c. Al riguardo, infatti, ogni circondario di Tribunale civile ha adottato nella prassi una propria determinazione dei compensi. Attualmente l'unico riferimento normativo, per analogia, è il dm 27/11/2001 il quale rinvia parzialmente a quello del 25/05/1999 n. 313 riguardanti i notai. Si ritiene tuttavia opportuno che, il Ministero della giustizia, emani una tariffa da applicarsi in ambito proprio delle attività delegate ai custodi giudiziari. Il lavoro della sottocommissione ha messo in evidenza in primo luogo l'inadeguatezza del riferimento al valore del compendio per la determinazione dei compensi, i quali non possono essere legati in via esclusiva al parametro del valore di aggiudicazione, mediamente di importi non rilevanti, mentre sarebbe opportuno quantificarli con riguardo all'attività effettivamente svolta. Su questo punto vale la pena richiamare il paradosso che si verifica in situazioni diverse: la vendita di un immobile di modesto valore può richiedere un'attività più intensa, propedeutica e diretta (partecipazione a più udienze, predisposizione ordinanze di vendita, notifiche, pubblicità ed affissioni, visite ecc.), mentre, per l'aggiudicazione di immobili più prestigiosi, accade che si realizzino valori importanti in tempi più ristretti con conseguente minor attività per l'ausiliario. I componenti della sottocommissione provvederanno a condividere con i colleghi il proprio elaborato e la proposta di integrazione della tariffa nel corso dell'ultima sessione del corso annuale di formazione e aggiornamento professionale per custodi-delegati. L'appuntamento è previsto per il 2 dicembre prossimo, dalle ore 15,00 alle 18,00, presso il Teatro Manzoni di Roma (via Monte Zebio 14/C).

*coordinatore sottocommissione Tariffa custodi giudiziari dell'Odcec Roma

vota