Gli ultimi bandi concreti sono stati emanati nel lontano 2006; successivamente il ministero dello sviluppo economico si è limitato a gestire il completamento degli adempimenti per gli interventi in corso.
I rilievi della Corte dei conti. Sotto verifica dei magistrati contabili è finita una congerie di leve finanziarie. La più importante di esse è la legge 488/1992. Dall'analisi puntuale della Corte è emerso a chiare lettere che l'utilizzo del Fas «da parte del legislatore o del governo, quale bacino finanziario cui attingere per altre finalità» ha «limitato fortemente la programmazione delle risorse e si presenta quale elemento distorsivo del sistema». Non solo. I giudici sottolineano anche, come «una più adeguata individuazione degli obiettivi potrebbe migliorare il grado di innovatività degli interventi da finanziare». E sugli incentivi avvertono: c'è stato «un grado eccessivo di proliferazione del numero degli interventi». Ma i rimproveri non si fermano qui. La magistratura contabile ribadisce anche l'elevata quota di interventi revocati. Che, come detto, in tutto ammontano a 11.129. A questi si affiancano, poi, i finanziamenti in corso di revoca (stimati dallo Sviluppo economico in 7 mila circa) su un totale di 41.120 interventi. E ancora, sotto accusa è finita pure l'attività di vigilanza sulle attività di intermediazione nell'erogazione delle agevolazioni. La corte dei conti, in merito ha definito «non elevato» il grado di integrazione «tra le attività amministrative svolte direttamente dal ministero dello sviluppo economico» e «le attività svolte dai soggetti intermediari (banche)», rincarando la dose con un riscontrato «limitato grado di effettiva verifica degli interventi da parte del ministero dello sviluppo economico». Quindi, la bocciatura sul fronte occupazionale. La più assurda, se si pensa agli effettivi obiettivi che i finanziamenti alle imprese dovrebbero avere. Cioè la creazione di lavoro, la dove le condizioni economiche e strutturali lo rendono difficile. Bene, la magistratura contabile mette nero su bianco di aver riscontrato «la non conoscenza, da parte dello stesso ministero, del livello di miglioramento, in termini formali e sostanziali, ottenuto in termini di occupazione di nuovi lavoratori o di mantenimento dei livelli occupazionali esistenti». Come dire, i soldi venivano dati, senza preoccuparsi dei risultati.
