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Ok gli atti notificati alla filiale

del 25/11/2011
di: di Debora Alberici
Ok gli atti notificati alla filiale
Valida la notifica degli atti presso la filiale della società. Non è necessario che il plico venga consegnato presso la sede legale né che a riceverlo sia l'amministratore.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza 24842 del 24 novembre 2011, ha respinto il ricorso di una grande Spa.

In particolare la sesta sezione penale ha ricordato che «deve considerarsi valida la notificazione eseguita nella sede effettiva di una società avente personalità giuridica anziché nella sede legale, operando anche ai fini della disciplina delle notificazioni contenuta nell'art. 145 c.p.c. la disposizione di cui all'art. 46 cpv. c.c., secondo il quale, qualora la sede legale della persona giuridica sia diversa da quella effettiva, i terzi possono considerare come sede della stessa anche quest'ultima». Non solo. Ai fini della equiparazione di fronte ai terzi, ex art. 46 c.c., della sede effettiva a quella legale, deve intendersi per sede effettiva il luogo in cui hanno concreto svolgimento le attività amministrative e di direzione dell'ente e dove operano i suoi organi amministrativi o i suoi dipendenti, ossia il luogo deputato e stabilmente utilizzato per l'accentramento dei rapporti interni e con i terzi in vista del compimento degli affari dell'ente medesimo».

Dalla sentenza emerge che la validità della notifica dell'atto può essere desunta da circostanze di fatto. Ad esempio, in questo caso la società messinese aveva adattato la filiale a sede operativa, concludendo proprio in quei locali alcune compravendite. Non solo. In motivazione i giudici precisano inoltre che a ricevere l'atto non dev'essere necessariamente un socio o il rappresentante legale. E ancora, gli Ermellini hanno chiarito che una citazione in giudizio dell'azienda è legittima anche senza la precisa indicazione del titolare, essendo sufficiente il solo riferimento al legale rappresentante pro tempore. Ad ogni modo, ecco un altro punto della questione, «la citazione deve ritenersi valida se dalla non precisa indicazione dell'organo o dell'ufficio munito di rappresentanza in giudizio non derivi alcuna incertezza sull'identificazione dell'ente convenuto».

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