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Professioni, nuova stagione

del 24/11/2011
di: La Redazione
Professioni, nuova stagione
Le liberalizzazioni costituiscono gli appuntamenti che caratterizzeranno sin dai prossimi giorni l'agenda del governo guidato da Mario Monti. L'impegno assunto in tal senso dall'esecutivo verrà ovviamente monitorato dall'Ancot Associazione nazionale consulenti tributari. Il presidente nazionale dell'associazione il prof. Arvedo Marinelli a tal proposito ha detto: «Abbiamo atteso la costituzione del nuovo esecutivo e siamo consapevoli che avremo la possibilità di avere dei validissimi interlocutori con i quali analizzare le diverse situazioni che interessano da vicino il futuro delle professioni e in particolare le posizioni della nostra associazione».

Domanda. Qual è il messaggio che intendete inviare al nuovo Governo?

Risposta. Vogliamo ripartire da una situazione fotografata da un recente rapporto del Censis sulle associazioni professionali che evidenzia come il sistema professionale italiano sia composto da due grandi insiemi: le professioni regolamentate i cui iscritti sono circa un milione e settecentomila unità e le attività non regolamentate i cui esercenti sono rappresentati da un ampio numero di associazioni delle quali circa 200 aderiscono al Colap che è il Comitato delle libere associazioni professionali gli operatori nell'ambito delle attività non regolamentate arrivano a toccare i 3 milioni e 800 mila individui.

D. In Europa qual è la situazione?

R. In Europa rispettano le regole della libera concorrenza in un sistema «duale» di Ordini e Associazioni. L'Ancot si batte perché anche in Italia siano rispettate le direttive europee e venga modificato l'orientamento esistente disciplinando in maniera più moderna il mondo delle professioni col doveroso riconoscimento delle Associazioni al fianco degli Ordini. Il riconoscimento delle associazioni è la via universalmente riconosciuta per l'attuazione del principio della libertà di esercizio delle attività professionali con l'unico limite di tutela degli interessi generali garantito dalle direttive comunitarie con ilo rilascio dell'attestato di competenza. Quei 3 milioni e 800 mila professionisti che esercitano attività intellettuali indispensabili alla crescita del Paese senza alcuna tutela e in condizioni di inferiorità normativa rispetto ai loro competitori stranieri non possono attendere ulteriormente.

D. Attendete segnali anche dal Ministero della giustizia?

R. L'Ancot, ai sensi dell'articolo 26 del dlgs 9 novembre 2007 n. 206, ha presentato domanda al Ministero di giustizia per l'iscrizione nell'elenco delle associazioni rappresentative a livello nazionale. La domanda che ha superato l'esame del Ministero della giustizia del Cnel della Commissione interministeriale e che ha avuto nulla osta da parte dell'ufficio legislativo dello stesso ministero è alla firma dal 7 ottobre 2010 del ministro della giustizia. A questo punto ci attendiamo da parte del nuovo ministro della Giustizia Paola Severino la definizione dell'iter istruttorio che ponga fine ad un percorso troppo lungo della norma che attualmente non ha ancora la sua piena attuazione.

D. Per quanto riguarda la previdenza?

R. Al nuovo ministro Elsa Forneo chiediamo che possa avviare un programma di veridica per quanto riguarda la gestione separata dell'Inps che se da un lato è oggettivamente troppo onerosa per quanto riguarda l'onere previdenziale nel contempo appare particolarmente penalizzante sotto l'aspetto dell'ammontare delle pensioni che risultano essere molto basse.

D. L'Ancot garantirà il proprio contributo al nuovo governo?

R. Certamente noi ci metteremo a disposizione del nuovo Governo e garantiremo la partecipazione dei nostri iscritti ed esperti ai lavori delle eventuali commissioni se la nostra presenza sarà richiesta nel rispetto dei rispettivi ruoli e funzioni al fine di poter dare il nostro contributo alla realizzazione di un riforma delle professioni che possa permettere all'Italia essere all'avanguardia sia a livello comunitario e sia a livello internazionale.

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