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Maggiori tutele, risparmiando

del 24/11/2011
di: La Redazione
Maggiori tutele, risparmiando
Le tutele dei dipendenti si trasformano in un risparmio per i datori di lavoro. Negli studi professionali il nuovo welfare contrattuale si poggia proprio su questa semplice equazione: più garanzie ai lavoratori, maggiori vantaggi (anche economici) ai professionisti. È tutto codificato nel nuovo Ccnl degli studi professionali che contiene alcune novità anche sull'assistenza sanitaria integrativa, e in generale sulla bilateralità del settore, destinate ad avere un impatto notevole nello sviluppo del sistema e nella regolazione dei rapporti di lavoro nell'ambito degli studi professionali.

Le innovazioni, infatti, non riguardano solamente gli importi dovuti per il finanziamento della Cassa che aumentano per ogni soggetto beneficiario di 1 euro mensile a partire dal 1° ottobre 2011 e di un altro euro che scatterà dal 1° settembre 2013, ma sono assai più incisive, perché per la prima volta vengono recepite in un Contratto collettivo di lavoro le recenti impostazioni ministeriali sulla cogenza del contributo da versare agli organismi bilaterali. L'evoluzione del sistema della bilateralità nel settore studi professionali, che ha visto affiancarsi alle tutele erogate da Cadiprof le innovative prestazioni gestite e regolate da Ebipro (l'Ente nazionale bilaterale degli studi professionali) ha permesso di disciplinare in maniera del tutto differente rispetto al passato l'aspetto relativo al finanziamento degli enti bilaterali del settore.

La portata innovativa del nuovo modello si basa su quanto disposto dal ministero del lavoro in materia di finanziamento degli enti bilaterali. Come noto, con la circolare n. 43 del 2010, l'ex ministro Sacconi ha fornito importanti chiarimenti in merito alla obbligatorietà o meno del versamento contributivo agli enti bilaterali, fornendo una risposta unitaria ad una questione che ha comportato nel corso del tempo situazioni assolutamente discutibili in ordine alla corresponsione di significative tutele ai lavoratori.

Il ministero del lavoro, da sempre sostenitore degli enti bilaterali quali strumenti di regolazione del mercato del lavoro, ha espressamente fatto riferimento nella circolare n. 43 a quelle ipotesi in cui «i contratti collettivi di lavoro, dopo aver definito un sistema bilaterale volto a fornire tutele aggiuntive ai prestatori di lavoro nell'ottica di un innovativo welfare negoziale, dispongano l'obbligatorietà non della iscrizione all'ente bilaterale, quanto del riconoscimento al prestatore di lavoro, per quei datori di lavoro che non vogliano aderire al sistema bilaterale, di analoghe forme di tutela (per esempio una assistenza sanitaria o una previdenza integrativa) anche attraverso una loro quantificazione in termini economici». È il caso di quei contratti che dispongano, continua il ministero, sia la corresponsione a favore dei prestatori di lavoro di taluni importi su base mensile sia l'erogazione diretta da parte del datore di lavoro di prestazioni equivalenti quale alternativa al versamento del contributo all'ente bilaterale di riferimento.

In questa ipotesi, l'obbligatorietà della tutela, cioè del versamento a favore del prestatore di lavoro di una somma o anche della erogazione diretta, da parte del datore di lavoro, di prestazioni equivalenti a quelle della bilateralità, va in sostanza riferita alla parte economico-normativa del contratto collettivo, incidendo sul rapporto individuale di lavoro tra il datore di lavoro e ciascuno dei propri dipendenti.

Di conseguenza, ed è questo il caso del nuovo Ccnl studi professionali, qualora venga riconosciuto da parte del contratto collettivo che una prestazione di assistenza sanitaria integrativa o anche il trattamento di sostegno al reddito erogato dagli enti bilaterali (Ebipro è in questo caso l'Ente di riferimento per il settore abilitato ad erogare questo tipo di prestazioni) costituisce un diritto contrattuale del singolo lavoratore, l'iscrizione all'ente bilaterale rappresenta nient'altro che una modalità per adempiere al corrispondente obbligo del datore di lavoro. Quindi, secondo quanto espressamente previsto dai contratti collettivi, i datori di lavoro che non aderiscono al sistema bilaterale di riferimento dovranno riconoscere al dipendente una somma o una prestazione equivalente a quella erogata dal sistema bilaterale di riferimento ai diversi livelli.

Nel solco di questa nuova impostazione normativa, il nuovo Ccnl degli studi professionali prevede ora che il datore di lavoro che ometta il versamento delle somme dovute agli enti bilaterali (14 euro per Cadiprof e 4 euro per l'Ente bilaterale Ebipro), sia tenuto a corrispondere al lavoratore un elemento distinto della retribuzione non assorbibile di importo pari a euro 22, corrisposto per 14 mensilità e che rientra nella retribuzione di fatto e nella base di calcolo per il trattamento di fine rapporto. Il datore di lavoro non potrà quindi, anche qualora decidesse di non iscrivere i propri lavoratori al sistema della bilateralità, esimersi dal versare tale elemento retributivo ai propri lavoratori.

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