In via Cristoforo Colombo, (sede centrale dell'Agenzia delle entrate) infatti c'è la super banca dati l'Anagrafe tributaria il cui cuore pulsante è una zona ad accesso riservato: l'anagrafe dei rapporti. Dentro le banche dati affluiscono ormai con continuità quasi giornaliera le informazioni degli intermediari finanziari, dei professionisti e dei contribuenti.
In più la messa a punto di redditometro e spesometro e ultimo in ordine d'arrivo, le comunicazioni dei beni concessi in godimento ai soci hanno consentito di arricchire i dati in possesso del fisco in crescita costante. Si tratta di veri e propri «grimaldelli» (si veda ItaliaOggi del 18/11/2011) attraverso i quali i funzionari del fisco possono ricostruire, in maniera estremamente precisa, l'ammontare del patrimonio dei contribuenti italiani e la sua composizione. Sulla base della mappatura che ne può derivare è ovvio che una nuova imposta di natura patrimoniale. Il censimento dei patrimoni è ovviamente solo uno dei riflessi delle comunicazioni telematiche di dati e informazioni che scaturiscono dal nuovo redditometro, dallo spesometro e dalle comunicazioni sui beni concessi in godimento dalle società ai propri soci o familiari.
L'obiettivo primario, esplicitato a chiare lettere in ognuno dei provvedimenti istitutivi di tali obblighi comunicativi, è ovviamente quello della ricostruzione induttiva del reddito dei contribuenti e l'inserimento degli stessi in apposite liste del rischio di evasione.
E proprio di evasione ha parlato Befera ricordando che: «Dalla lotta all'evasione abbiamo recuperato 10 mld lo scorso anno e 11 mld sono di recupero quest'anno. In tre anni abbiamo recuperato 35 mld. Il problema è non mollare mai e arricchire le banche dati, è chiaro che questo ci crea dei nemici. Ma questo fa parte delle regole del gioco, noi applichiamo la legge e difendiamo i contribuenti onesti».
