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Ici e patrimoniale, Fisco pronto

del 24/11/2011
di: La Redazione
Ici e patrimoniale, Fisco pronto
Su Ici, revisione rendite e monitoraggio delle ricchezze possedute, l'Agenzia delle entrate è già pronta. Il braccio operativo del ministero dell'economia attende solo che il legislatore vari le misure, per il passaggio dal dire al fare gli strumenti sono già oliati. «Non ci sono problemi tecnici per la revisione degli estimi. Assolutamente non è un problema mettere immediatamente Ici e patrimoniale», sostiene Attilio Befera numero uno dell'Agenzia delle entrate interpellato in una intervista televisiva ieri. Sulla patrimoniale, o come ha definito il capo del governo e presidente dell'economia Mario Monti, sul monitoraggio delle ricchezze possedute, Befera precisa che: «Abbiamo una banca dati completa anche con l'analisi dei movimenti finanziari e siamo in grado di accertare ingressi e uscite sui conti corrente». Infine sull'abbassamento della soglia del contante al limite di 300 euro Befera osserva che «bisogna ragionare un attimo, anche se è vero che abbiamo un uso del contante eccessivo. Da questo punto di vista è corretto che si usi più carte di credito e bancomat», ha aggiunto. Per Befera dunque: «Al di là di determinare esattamente l'asticella, è corretto che si usi di più la moneta elettronica. Inoltre si riducono i costi per il sistema Italia perché l'uso del contante non è gratuito. Ha un costo pazzesco, pensiamo alla sicurezza: deposito valori, rapine, assicurazioni bisogna sicuramente intervenire sulle commissioni alle banche».

In via Cristoforo Colombo, (sede centrale dell'Agenzia delle entrate) infatti c'è la super banca dati l'Anagrafe tributaria il cui cuore pulsante è una zona ad accesso riservato: l'anagrafe dei rapporti. Dentro le banche dati affluiscono ormai con continuità quasi giornaliera le informazioni degli intermediari finanziari, dei professionisti e dei contribuenti.

In più la messa a punto di redditometro e spesometro e ultimo in ordine d'arrivo, le comunicazioni dei beni concessi in godimento ai soci hanno consentito di arricchire i dati in possesso del fisco in crescita costante. Si tratta di veri e propri «grimaldelli» (si veda ItaliaOggi del 18/11/2011) attraverso i quali i funzionari del fisco possono ricostruire, in maniera estremamente precisa, l'ammontare del patrimonio dei contribuenti italiani e la sua composizione. Sulla base della mappatura che ne può derivare è ovvio che una nuova imposta di natura patrimoniale. Il censimento dei patrimoni è ovviamente solo uno dei riflessi delle comunicazioni telematiche di dati e informazioni che scaturiscono dal nuovo redditometro, dallo spesometro e dalle comunicazioni sui beni concessi in godimento dalle società ai propri soci o familiari.

L'obiettivo primario, esplicitato a chiare lettere in ognuno dei provvedimenti istitutivi di tali obblighi comunicativi, è ovviamente quello della ricostruzione induttiva del reddito dei contribuenti e l'inserimento degli stessi in apposite liste del rischio di evasione.

E proprio di evasione ha parlato Befera ricordando che: «Dalla lotta all'evasione abbiamo recuperato 10 mld lo scorso anno e 11 mld sono di recupero quest'anno. In tre anni abbiamo recuperato 35 mld. Il problema è non mollare mai e arricchire le banche dati, è chiaro che questo ci crea dei nemici. Ma questo fa parte delle regole del gioco, noi applichiamo la legge e difendiamo i contribuenti onesti».

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