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Commercialisti, accesso difficile

del 23/11/2011
di: di Benedetta Pacelli
Commercialisti, accesso difficile
Nell'ultimo anno sono stati oltre 8 mila i candidati agli esami di stato per la professione di architetto, ma neppure il 50% è riuscito a ottenere il titolo. Lo stesso vale per i dottori commercialisti, aspiranti in 8.848 e abilitati solo nel 47,7%. Insomma dai numeri messi in fila nell'indagine annuale condotta dal ministero dell'istruzione e università sul sistema universitario nel suo complesso nell'anno 2009-10, salta fuori innanzitutto un dato: il tasso di successo per accedere ad alcune professioni è piuttosto basso. E non solo per architetti e dottori commercialisti perché, anche per i geologi la strada per l'accesso all'albo non è così facile visto che solo il 60% riesce a superare l'esame di stato. Più semplice ottenere l'abilitazione per i futuri professionisti della sanità che, ogni anno, vantano il maggior numero di abilitati: gli aspiranti medici superano l'esame nel 97,8% dei casi, gli odontoiatri nell'anno preso in considerazione erano idonei nel 99,7% e i veterinari nel 98,9%. Ma cosa fanno, poi, una volta ottenuto il titolo? Secondo i dati raccolti dal ministero sono circa 60 mila i giovani che una volta laureati decidono di iscriversi alle scuole di specializzazione. Sono quelle afferenti alla facoltà di medicina ad attrarre il maggior numero di studenti coinvolgendo il 52,3% degli iscritti, seguono le scuole di specializzazione per l'insegnamento nella scuola secondaria (17,1%) e le scuole della facoltà di lettere e filosofia (7,1%). Mentre facendo un passo indietro al numero dei laureati si scopre che la quota più elevata proviene dal gruppo economico-statistico (13,8%) seguiti da quello politico-sociale (13,2%) e da ingegneria (11,8%). Il ministero, poi, restituisce anche il quadro del binomio laurea-occupazione evidenziando come l'inserimento professionale risulti più facile per i laureati in alcune discipline. A tre anni dal conseguimento della specialistica la percentuale media di coloro che trovano occupazione è del 75,4%: l'inserimento risulta più facile per i laureati delle professioni sanitarie (97,2%), dell'area economico-statistica e dell'area di architettura (85,8%). Seguono «con ottimi risultati», dice il Miur, i laureati dell'area di ingegneria (84,7%), insegnamento (83,4%) e politico-sociale (80,6%). Per quanto riguarda l'area giuridica il cui tasso di occupazione è più basso (50,2%) il ministero segnala che tale percentuale è influenzata dall'alto numero di laureati che devono seguire un tirocinio formativo per la pratica professionale.
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