Consulenza o Preventivo Gratuito

Circolo, bar affidati solo a chi ha i titoli

del 23/11/2011
di: di Marilisa Bombi
Circolo, bar affidati solo a chi ha i titoli
Se il bar del circolo viene dato in gestione ad un soggetto estraneo rispetto gli organi dell'associazione, l'esercente deve dimostrare di essere in possesso dei requisiti professionali prescritti dalla legge, anche dopo la modifica della disciplina in materia di somministrazione, introdotta dal dlgs 59/2010 con il quale è stata recepita, in Italia, la direttiva Servizi, 2006/123/Ce. Come pure deve essere in possesso dei requisiti professionali previsti dall'articolo 71 del suddetto dlgs 59/2010 il referente del circolo privato che, pur aderendo ad organismi che hanno ottenuto il riconoscimento da parte del ministero, non ha adeguato lo statuto alle prescrizioni previste per gli enti non commerciali dal Tuir. È quanto afferma in un articolato parere il ministero dello sviluppo economico, dipartimento per l'internazionalizzazione, nel rispondere ad una specifica richiesta in tal senso rivolta dal componente del Consiglio direttivo di un circolo culturale. «L'attività di somministrazione di alimenti e bevande da parte dei circoli privati», precisa la risoluzione n. 153829 del 10 giugno 2011, pubblicata online nei giorni scorsi, «è disciplinata dal dpr 235/2001 (Regolamento recante semplificazione del procedimento per il rilascio dell'autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande da parte di circoli privati), che integra la disposizione di cui all'art. 3, comma 6, lettera e), della legge 25 agosto 1991, n. 287, recante la disciplina generale in materia di somministrazione di alimenti e bevande, come sostituito dall'articolo 64, comma 7, del dlgs 59/2010». «La disciplina introdotta dal citato decreto n. 235/2001 correla strettamente la disciplina amministrativa concernente l'attività di somministrazione di alimenti e bevande da parte dei circoli privati alla disciplina di carattere fiscale» puntualizza il ministero dello sviluppo economico, e nello specifico, delle disposizioni di carattere fiscale applicabili agli enti non commerciali quali individuati dal dpr 22 dicembre 1986, n. 917 (Testo unico delle imposte dei redditi), come innovate per effetto del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460». Ciò in quanto l'appartenenza alla categoria di enti non commerciali comporta l'applicazione di un favorevole regime fiscale ma anche determina conseguenze sul fronte amministrativo ai fini della disciplina applicabile per l'esercizio dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande effettuata dalle associazioni o dai circoli che vi rientrano. Di conseguenza, le associazioni e circoli aderenti ad enti ed organizzazioni nazionali potranno iniziare ad esercitare l'attività di somministrazione a seguito della presentazione di una Scia, soltanto se rispettano le condizioni previste dal Tuir e se hanno ottenuto il riconoscimento da parte del ministero dell'Interno. Negli altri casi l'attività sarà soggetta ad autorizzazione in base all'art. 64 del medesimo dlgs 59/2010, come qualsiasi altro bar o ristorante aperto al pubblico.
vota