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Testa a testa sulle agevolazioni

del 23/11/2011
di: di Valerio Stroppa e Cristina Bartelli
Testa a testa sulle agevolazioni
Detrazioni e deduzioni in favore dei nuclei familiari costano all'erario 21 miliardi di euro all'anno. Poco meno di quanto non pesino gli sconti tributari previsti a vario titolo per le imprese ai fini delle imposte dirette (23 miliardi). I capifamiglia recuperano in media dall'imposta lorda 892 euro all'anno per familiari a carico (figli, coniugi, altri familiari) e altri 166 euro per le spese mediche e sanitarie. Per i mutui casa i 4 milioni di beneficiari ricevono pro capite uno sgravio di 331 euro mentre i circa 150 mila contribuenti che percepiscono l'assegno di mantenimento dei figli dal coniuge separato, invece, scomputano dal proprio reddito imponibile in media 1.442 euro. I dati emergono dalla relazione conclusiva del gruppo di lavoro sull'erosione fiscale, presieduto da Vieri Ceriani, riunito ieri per la seduta conclusiva di un percorso iniziato più di un anno fa. Trentadue le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali e gli ordini professionali coinvolti: quasi tutti concordano nel ritenere come la rimodulazione delle oltre 700 agevolazioni fiscali in vigore nel nostro ordinamento non dovrà pregiudicare le misure a sostegno delle famiglie. «La soppressione di queste detrazioni potrebbe essere sanzionabile anche dal punto di vista del rispetto di principi costituzionalmente garantiti», si legge nel documento finale. Negli oltre 250 miliardi complessivamente «erosi» dal gettito il comparto immobiliare la fa da padrone. Ai 50-60 miliardi imputabili al mancato adeguamento delle rendite catastali ai valori di mercato Omi (si veda ItaliaOggi di ieri), si sommano anche circa 9 miliardi di agevolazioni previste in favore delle persone fisiche per la casa. Dalla deduzione della rendita catastale dell'abitazione principale (circa 135 euro di imponibile in meno per oltre 24 milioni di contribuenti) alle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie (410 euro pro-capite), passando per la detrazione degli interessi passivi sui mutui prima casa fino al bonus 55% per le spese di riqualificazione energetica (1.455 euro di imposta per più di 756 mila soggetti). Guardando al mondo delle imprese, l'impatto dei numeri in valore assoluto sui conti pubblici resta analogo, ma la platea di beneficiari si restringe sensibilmente. E così, all'interno dei 23 miliardi di agevolazioni ai fini delle imposte sui redditi per le società, si pone in evidenza l'imposta sostitutiva per il riallineamento dei valori in caso di operazioni straordinarie: l'erosione del gettito è di 6,4 miliardi, ma i contribuenti beneficiari sono solo 239.

Reazioni. L'obiettivo è di scongiurare i tagli lineari previsti dalla clausola di salvaguardia del disegno di legge delega sulla riforma fiscale e assistenziale. Per Andrea Trevisani, responsabile fiscale di Confartigianato si tratta di «un lavoro prezioso di ricognizione e classificazione che metterà il decisore politico nelle condizioni di operare al meglio al fine di razionalizzare il sistema delle agevolazioni fiscali, come previsto dalla delega fiscale, e di scongiurare i tagli lineare ipotizzati dalla clausola di salvaguardia che si presenterebbero come iniqui». Grande soddisfazione per il lavoro svolto è espressa da Claudio Carpentieri, responsabile fiscale di Cna: «In questi mesi è stato posto in essere un lavoro estremamente importante, mai effettuato in precedenza. Il gruppo di lavoro, sebbene composto da 32 sigle sindacali, è riuscito a lavorare di comune accordo, anche grazie all'importante coordinamento del presidente Vieri Ceriani. L'individuazione, la classificazione e la valutazione consentirà all'attuale governo di avere una base di lavoro su cui incardinare la riforma fiscale e le maggiori entrate necessarie per il raggiungimento del pareggio di bilancio». Un lavoro di disamina lungo dunque: «L'elenco finale delle tax expenditures comprende più di 700 misure e questo dà l'idea dello sforzo tecnico di mappatura», ricorda Beniamino Pisano di Casartigiani che non nasconde la preoccupazione sull'applicazione, già dal 2012, del «taglio lineare» delle agevolazioni. Il report per i partecipanti al tavolo dovrà essere una bussola per il governo nel dare forma alla delega fiscale e assistenziale anche se fa notare Marino Gabellini, responsabile fiscale di Confesecenti che: «Il plauso al lavoro svolto non vuol dire aprioristicamente di accettare le scelte che saranno fatte dal legislatore. Il taglio lineare resta una cosa assurda e iniqua». Sulla stessa lunghezza d'onda Antonio Vento di Confcommercio: «L'uso che eventualmente il legislatore della riforma fiscale dovesse fare del pregevole lavoro svolto da tutte le componenti presenti al tavolo, non potrà prescindere da un'attenta valutazione - anche sul piano sociale - della portata delle singole «agevolazioni», escludendo, in ogni caso, il ricorso ad un taglio generale ed indistinto delle stesse».

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