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Beni ai soci, invii per i gruppi

del 22/11/2011
di: di Duilio Liburdi
Beni ai soci, invii per i gruppi
Anche nei gruppi scatta l'obbligo di comunicazione dei beni utilizzati dai soci: nel monitoraggio, dunque, affluiranno tutti gli elementi attinenti ai rapporti intersocietari. Su questo aspetto, peraltro, è auspicabile che i dati già in possesso dell'amministrazione finanziaria non debbano essere di nuovo comunicati. Inoltre, l'utilizzo della comunicazione potrebbe essere di ausilio anche in relazione ai periodi di imposta pur se precedenti il 2011 fermo restando che, per tale anno, anche l'eventuale cessazione dell'utilizzo fa si che la comunicazione vada inviata.

Sono questi alcuni ulteriori aspetti che emergono dalla lettura del testo del provvedimento e del tracciato record allegato al provvedimento stesso attuativo delle disposizioni introdotte dalla manovra estiva in merito ai beni utilizzati dai soci o dai familiari dell'imprenditore.

L'ambito soggettivo di applicazione. La comunicazione in questione, sulla scorta della lettura delle istruzioni del provvedimento ha un ambito soggettivo di applicazione più ampio di quanto si immaginasse. In alcuni casi, peraltro, è presumibile che i dati inseriti nella comunicazione servano più per un riscontro sul soggetto concedente che sull'utilizzatore. Partendo infatti dal presupposto che anche se il socio è diverso da una persona fisica la comunicazione deve essere effettuata e mancando nel caso di specie l'ipotesi del reddito diverso, un elemento che potrebbe innescare l'interesse in sede di controllo potrebbe essere quello della congruità del canone di locazione praticato dalla società proprietaria del bene utilizzato dal socio. Si assisterebbe dunque a uno scenario complessivo nel quale:

- in capo all'utilizzatore persona fisica, la differenza tra valore di mercato e corrispettivo costituisce un reddito diverso;

- in capo al soggetto concedente i costi del bene sono indeducibili;

- in capo al soggetto concedente, in alcune ipotesi, la comunicazione potrebbe essere utilizzata per la verifica della congruità di un componente positivo.

L'altro aspetto delicato, per quanto concerne l'ambito soggettivo è il richiamo contenuto nel punto 1.4 del provvedimento. Si afferma, infatti, che la comunicazione deve essere effettuata anche per i beni concessi in godimento dall'impresa ai soci, o familiari di questi ultimi, o ai soci o familiari di altra società appartenente al medesimo gruppo.

Quindi, i soggetti interessati dalla comunicazione sono:

- i soci e i familiari dei soci dell'impresa concedente;

- i soci e i familiari dei soci di altra società appartenente al gruppo.

Intanto sarà fondamentale delimitare il concetto di gruppo, altrimenti è facilmente immaginabile la complessità nella gestione di un nuovo adempimento così impegnativo e, in secondo luogo una situazione concreta potrebbe interessare il caso di una società che partecipa in altra società non per l'intero ma congiuntamente con delle persone fisiche. Tale ultima società è partecipata indirettamente per il tramite di altra società e i familiari dei soci persone fisiche dell'ultima società della catena utilizzano dei beni della controllante. In linea di principio, anche questa ipotesi formerebbe oggetto di comunicazione. Peraltro, la catena societaria potrebbe fermarsi solo sul livello societario ma, come detto, sarà importante comprendere quale sarà la nozione di gruppo adottata a questi fini potendosi ipotizzare, ad esempio, una soluzione analoga a quella adottata per il consolidato muovendosi la norma introdotta dalla manovra estiva nell'ambito tributario. Più in generale, è auspicabile che in via interpretativa l'agenzia delle entrate escluda dall'obbligo in questione le notizie di cui è già in possesso ovvero dati la cui trasmissione all'amministrazione finanziaria è demandata ad altri soggetti.

I periodi di imposta interessati. La manovra estiva introduce la nuova previsione in materia di tassazione del reddito diverso e di indeducibilità del costo a far data dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 17 settembre 2011, data di entrata in vigore della legge di conversione del dl 138 del 2011. Dalle istruzioni al provvedimento emerge però chiaramente come: anche in relazioni alle situazioni che cessano entro la fine dell'anno la comunicazione deve essere effettuata; non è esclusa una potenziale applicazione anche per i periodi di imposta precedenti in quanto il punto 3.5 afferma che per i beni in godimento nei periodi di imposta precedenti (e non nel periodo di imposta precedente) a quello di prima applicazione delle disposizioni del provvedimento stesso la comunicazione deve essere effettuata entro il 31 marzo 2012. Peraltro, analizzando le istruzioni del tracciato record uno dei dati richiesti è quello della stipula del contratto unitamente alla data di inizio della concessione anche se, tale ultima informazione, sembrerebbe riferita al singolo periodo di imposta. In ogni caso, appare chiara la finalità di accertamento della comunicazione in questione al di là della ricaduta reddituale in capo ai soggetti che risultano essere utilizzatori dei beni della società.

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