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Buoni ai pensionati

del 19/11/2011
di: di Daniele Cirioli
Buoni ai pensionati
Il pensionato di anzianità può svolgere attività di lavoro accessorio (voucher) con l'ex ente locale da cui dipendeva. In tal caso infatti, non opera il divieto imposto alle pubbliche amministrazioni dal Tu sul pubblico impiego (dlgs n. 165/2001) di conferire incarichi a chi abbia cessato volontariamente il servizio con una p.a. Lo precisa il ministero del lavoro nell'interpello n. 44/2011, in risposta all'Anci (associazione nazionale comuni italiani) che ha chiesto chiarimenti sull'interpretazione dell'articolo 70 del dlgs n. 276/2003, relativamente allo svolgimento da parte di pensionati delle attività di natura occasionale nei confronti di enti locali. L'Anci, in particolare, ha sollevato la problematica afferente alla possibilità, da parte degli enti locali, di utilizzare lavoratori ex dipendenti di enti locali, che siano stati collocati a riposo con pensione di anzianità da meno di cinque anni, per l'espletamento di attività a carattere accessorio.

In via preliminare, il ministero ricorda che, per quanto riguarda le prestazioni di lavoro accessorio, gli enti locali (da intendersi comuni, province, città metropolitane, comunità montane, comunità isolane, unioni di comuni, nonché consorzi cui partecipano enti locali, in base alla circolare Inps n. 17/2010), possono utilizzare prestazioni di natura accessoria per peculiari tipologie di attività, quali pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti, giardinaggio. Per quanto riguarda i pensionati, il ministero ricorda che loro possono svolgere attività occasionali «in qualsiasi settore produttivo, compresi gli enti locali». Infine, il ministero ricorda che «il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio da parte (…) degli enti locali è consentito nel rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale (...)». Tale disposto, spiega sempre il ministero, va coordinato con le norme del T.u. sul pubblico impiego che impongono limitazioni lavorative. In particolare, è precluso il conferimento di incarichi di consulenza, collaborazione, studio e ricerca da parte dell'amministrazione di provenienza o di altre amministrazioni al dipendente «che cessa volontariamente dal servizio pur non avendo il requisito previsto per il pensionamento di vecchiaia ma che abbia tuttavia il requisito per l'ottenimento della pensione anticipata di anzianità da parte dell'amministrazione di provenienza o di amministrazioni con le quali ha avuto rapporti di impiego nei cinque anni precedenti a quello della cessazione». Il vincolo, spiega il ministero, non trova applicazione con riferimento al lavoro accessorio che si connota per l'occasionalità della prestazione la quale, in ogni caso, non può superare dei limiti di compenso ben definiti dal legislatore. Detti limiti, infatti, consentono di scongiurare quei possibili fenomeni elusivi che lo stesso legislatore ha voluto contrastare introducendo particolari vincoli circa la possibilità, da parte delle pubbliche amministrazioni, di avvalersi di soggetti cessati dal servizio anticipatamente.

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