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Controlli automatizzati fuori dalla sanatoria

del 19/11/2011
di: La Redazione
Controlli automatizzati fuori dalla sanatoria
Definizione agevolata negata per gli omessi versamenti di imposte liquidate con cartelle ex 36-bis. I giudici tributari confermano l'impossibilità di accedere alla definizione agevolata delle cartelle di pagamento emesse con i controlli automatizzati (art. 36 bis dpr n. 600/1973). La Commissione tributaria provinciale di Bari con sentenza n. 155/22/2011, depositata lo scorso 2/11/2011, ha negato la richiesta di rinvio dell'udienza presentata dal difensore della società contribuente ex art. 39, comma 12 del dl n. 98/2011. Il caso sottoposto al vaglio dei giudici baresi concerneva l'impugnazione di una intimazione di pagamento, relativa al mancato pagamento di una cartella di pagamento scaturita a seguito del controllo automatizzato del Mod. 750/04 e Mod. 770/04, afferenti l'anno di imposta 2003, (art. 36 bis del dpr n. 600/1973 e 54 bis del dpr n. 633/1972).

La Commissione tributaria provinciale di Bari, con la sentenza in commento, ha motivato la propria decisione assumendo che «nel caso di specie, non sussistono i requisiti previsti dall'art. 39, comma 12 del dl. 98/2011 per dare seguito alla richiesta di sospensione del giudizio (definizione della lite pendente) perché trattasi di atto riscossivo e non di atto impositivo. Considerato che la cartella esattoriale n. […] da cui discende l'impugnata intimazione di pagamento contiene due iscrizioni a ruolo derivanti non da accertamento, come supposto da controparte, bensì da liquidazione automatizzata ex art. 36-bis dpr n. 600/73 e 54-bis dpr n. 633/72, a seguito delle quali non sono previste, a pena di nullità del ruolo, atti prodromici alla cartella stessa […] la Commissione, preso atto di quanto innanzi esposto, rigetta il ricorso e, per l'effetto, conferma la validità e la legittimità dell'atto impugnato». Sembra che i giudici baresi si siano pienamente conformati agli ultimi chiarimenti forniti dall'Agenzia delle Entrate in ordine alla definibilità, in via agevolata, dei ruoli emessi a seguito della rettifica delle dichiarazioni in sede di liquidazione e controllo formale. In particolare, con la circolare n. 48/E dello scorso 24 ottobre, l'Agenzia delle entrate aveva testualmente affermato che in generale, non sono definibili le liti fiscali aventi ad oggetto i ruoli emessi per imposte e ritenute indicate dai contribuente e dai sostituti d'imposta nelle dichiarazioni presentate, ma non versate. I controlli su tali versamenti sono disciplinati espressamente dalla lettera f) del comma 2 dell'articolo 36-bis del decreto del presidente della repubblica 29 settembre 1973, n. 600, per le imposte sui redditi e l'Irap, e dalla lettera c) del comma 2 dell'articolo 54-bis del decreto del presidente della repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, per l'Iva. Al recupero delle imposte non versate non si provvede, infatti, mediante atto «impositivo» che presupponga la rettifica della dichiarazione, ma con atto di mera riscossione, ricognitivo di quanto indicato dal contribuente o dal sostituto nella dichiarazione. […] Le disposizioni di cui agli artt. 36-bis del dpr 600/73 e 54–bis del dpr 633/72, disciplinanti la liquidazione delle dichiarazioni, consentono di provvedere, in aggiunta al controllo dei versamenti, anche alla rettifica di alcuni dati indicati nella dichiarazione e alla conseguente iscrizione a ruolo delle imposte dovute in misura superiore rispetto a quella dichiarata e liquidata dai contribuenti. Analogo discorso vale per il controllo formale delle dichiarazioni dei redditi ai sensi dell'articolo 36-ter del dpr n. 600/1973 . Si pensi alla riduzione o all'esclusione di deduzioni e detrazioni non spettanti sulla base dei dati dichiarati dai contribuenti, mediante la procedura di cui agli artt. 36-bis e 36-ter del dpr n. 600 del 1973, ovvero alle correzioni effettuate ai sensi dell'articolo 54-bis del dpr n. 633 del 1972. In tali circostanze il ruolo si differenzia dall'atto di mera riscossione dell'imposta, già dichiarata, liquidata e non versata dal contribuente e, dal momento che scaturisce dalla rettifica della dichiarazione, esso assolve anche una funzione di provvedimento impositivo. Le relative controversie sono ammesse, pertanto, alla definizione, ancorché riguardanti il ruolo».

La pronuncia dei giudici baresi, che ha avallato i recenti orientamenti dell'Agenzia delle Entrate, sembra ormai aver tracciato una linea netta di demarcazione tra ciò che è condonabile e ciò che non lo è. In pratica, sembra ormai acquisito, in maniera incontrovertibile, un punto fermo: la sanatoria su tale tipologia di contenziosi riguarda unicamente i ruoli che rivestono una funzione di atto impositivo, in quanto emessi a seguito di un'attività di rettifica svolta dall'Ufficio sui dati indicati in dichiarazione, dai quali emerga una maggiore imposta rispetto a quella dichiarata e versata, oppure la riduzione o l'esclusione di deduzioni e detrazioni non spettanti. Restano, invece, escluse dalla sanatoria le cartelle di pagamento che rivestono una mera funzione riscossiva di imposte dichiarate ma non versate.

Stefano Loconte

e Gabriella Antonaci

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