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Macchina per incassare

del 19/11/2011
di: Stefano Ficarelli dottore commercialista in Mantova
Macchina per incassare
Preg.mo Direttore

Forse è dalle cose semplici che è possibile dare risalto a un disagio che l'opinione pubblica tocca quotidianamente con mano e che invece alcuni giornali ignorano fino ad erigersi paladini di pompose quanto inutili riforme.

Antefatto. Un cittadino riceve in data 13/10/2011 dal Centro Servizi di Pescara un avviso di accertamento per l'anno 2006 ove nelle motivazioni è specificato che non risultano dichiarati redditi da locazione di immobili. Effettuo subito un controllo. Mi accorgo che l'Ufficio non ha correttamente considerato alcuni contratti di locazione e pertanto l'avviso di accertamento è da annullare in toto.

Nell'avviso viene richiesto di tassare come canone annuale un canone che è moltiplicato per 4 anni!; inoltre viene chiesto di corrispondere imposte su un contratto che nell'anno 2003 (quindi tre anni prima) era stato anticipatamente risolto e la cui delega per la risoluzione è stata presentata all'Agenzia entrate il 12/11/2003 come da istruzioni.

Leggo le indicazioni riportate nell'accertamento e il 17 ottobre telefono al numero 848.448.833 e, confortato da un frettolosissimo scambio telefonico di conferma, predispongo istanza di sgravio illustrandone le contro motivazioni all'indirizzo mail roberto.davide@agenziaentrate.it tramite la mia Pec (per avere almeno una data certa di invio – 17/10/2011 ore 16,59) e lasciando ogni mio recapito. Rassicuro il malcapitato e aspetto fiducioso il provvedimento di annullamento per circa 15-20 giorni.

Ed è a questo punto che si perfeziona l'irrazionale.

Provo a telefonare al numero indicato nell'avviso di accertamento prima delle 9,00 e nessuno risponde. Provo alle 9,00 e il centralino segnala che «tutti i consulenti sono impegnati» invitandomi a provare più tardi. Provo più tardi senza avere successo e questo fino alle ore 13,00. Oltre le 13,00 il centralino ricorda che il servizio è attivo dalle 9,00 alle 13,00.

Sono tipo paziente e riprovo per diversi giorni. Inizio a domandarmi se è giusto che sia io al servizio dell'amministrazione pubblica o viceversa.

Nel corso di una telefonata al call-center per sistemare un ennesimo preavviso su un ravvedimento non acquisito correttamente dal sistema, chiedo all'interlocutore di Torino se mi può fare la cortesia di verificare la posizione la cui pratica è rimasta sulla mia scrivania. Mi viene riferito che nulla risulta elaborato e/o in elaborazione. Inizio ad allarmarmi, segnalo che non riseco a contattare Pescara e chiedo se posso interloquire con altro ufficio. Mi viene risposto che è possibile accedere all'ufficio territoriale competente.

Mi collego al sito dell'Agenzia e prenoto l'appuntamento per il giorno 14/11/2011 ore 9,00 – prenotazione n. 591995904 – sapendo che l'ufficio gradisce tale procedura. Sono ancora fiducioso.

Mi presento puntualmente all'Ufficio ed un funzionario mi riferisce che per questo accertamento nulla possono fare perché di sola competenza del Centro Servizi di Pescara, ufficio al quale sono stati accentrati tutti gli accertamenti relativi alle locazioni. Sono però ancora speranzoso e penso che se i versamenti effettuati sono correttamente abbinati nel sistema informatico, tutto può essere di più facile gestione per chi sarà demandato a trattare la pratica. Prendo quindi la prenotazione al totem ed aspetto il mio turno. Dalla verifica emerge che a sistema non risultano (come sospettavo) correttamente abbinate le deleghe di versamento e che per fare questo devo prendere appuntamento (!). Illustro il percorso che mi ha condotto fino a questa fase; ho rispetto per chi mi è di fronte e mi rendo conto che inizio a impazientirmi, quindi esco e rifletto.

Il cittadino ha totalmente ragione, chiede annullamento senza (al momento) esito, confida nell'ufficio pubblico che deve essere a servizio del cittadino ma non deve far decorrere i 60 giorni dalla notifica per evitare che l'accertamento si consolidi, deve presentare ricorso chiedendo la sospensiva per il pagamento dell'imposta, pagare il contributo unificato. Se poi la sospensiva viene concessa tutto ok, se invece non viene concessa o decorrono inutilmente i termini occorrerà versare l'imposta ad Equitalia per evitare il blocco delle auto o peggio l'ipoteca legale sugli immobili di proprietà. Poi occorrerà pagare il professionista e sperare che la Commissione tributaria riconosca le pretese del contribuente e dichiari la soccombenza dell'Ufficio che pagherà… (ma non sappiamo quando) e tutto questo nonostante la pretesa dell'Amministrazione finanziaria sia palesemente illegittima.

Ecco perché sono indignato.

E' stata creata una vera macchina da guerra che si preoccupa solamente di incassare mentre nulla è stato adeguatamente strutturato per evitare che siano calpestati gli oramai fragili diritti legittimi che trovano il primo ostacolo nella stessa Amministrazione che si trincera dietro a una non chiara organizzazione centralizzata e/o riorganizzazione complessiva, o come chiamano ottimizzazione delle funzioni senza però pensare all'interlocutore finale.

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