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Sui collegi par condicio spa-srl

del 19/11/2011
di: di Luciano De Angelis
Sui collegi par condicio spa-srl
Tre sindaci anche nelle srl se vengono superati i parametri che impongono l'organo pluripersonale nelle spa. In ogni caso gli attuali organi di controllo dovranno portare a termine il loro mandato triennale. È questa la corretta lettura da darsi all'art. 14, commi 13 e 14 della legge 12 novembre 2011 n. 183, secondo la nota interpretativa del Cndcec recante «La disciplina del collegio sindacale e del sindaco unico nelle spa e nelle srl alla luce della legge di stabilità».

Il collegio sindacale

nelle srl

Secondo il documento in commento deve dunque ritenersi che anche nelle srl, nel caso di nomina obbligatoria del collegio, trovino applicazione le stesse disposizioni valide per le spa. In tal senso, secondo il Cndcec, bisogna far riferimento, in primo luogo all'art. 2477 c.c., che sancisce solo «se» e «quando» l'organo di controllo deve essere nominato, mentre il numero dei sindaci (quanti) e come l'organo di controllo può (non «deve») essere composto è chiarito dalla nuova formulazione del novellato ultimo comma dell'art. 2397 c.c. In secondo luogo, il dato letterale - contenuto nella rubrica e nel primo comma dell'art. 2477 c.c. che fa riferimento alla nomina di «Un sindaco» va interpretato con riferimento all'«organo di controllo». In tal senso militano sia il novellato ultimo comma dell'art. 2397 c.c. laddove prevede che: «… l'organo di controllo sia composto da un sindaco unico»; sia la stessa legge di stabilità, laddove all'art. 14, comma 9, prevede che «a partire dal 1° gennaio 2012 le società a responsabilità che non abbiano nominato il collegio sindacale possono redigere il bilancio secondo uno schema semplificato». Sotto quest'ultimo profilo, continua il documento, la riproposizione del riferimento al «collegio sindacale», in difformità letterale rispetto a quanto previsto nel novellato art. 2477 c.c. che fa invece riferimento al «sindaco», non può spiegarsi se non con la necessaria identificazione di entrambi i predetti soggetti con la più generale figura dell'«organo di controllo». Chi scrive ritiene, peraltro, che diversamente opinando (cioè in pratica escludendo per tutte le srl la nomina del collegio sindacale pluripersonale), dovrebbe ritenersi che il bilancio semplificato sia ammesso a tutte le srl. Si tratta di una interpretazione illogica e assurda dovendo, razionalmente prevedersi la liceità di tale bilancio solo per le srl minori. In terzo luogo, secondo il Cndcec, stante il richiamo del quinto comma dell'art. 2477 c.c., il dato letterale contenuto nel secondo e terzo comma dell'art. 2477 c.c., che disciplina i casi di obbligatorietà dell'organo di controllo è, altresì, riferibile anche al collegio sindacale pluripersonale. In tal senso depongono, peraltro (e qui la posizione dei professionisti risulta difficilmente contestabile) considerazioni di coerenza logico-sistematica del complessivo sistema dei controlli interni delle società di capitali, che ben difficilmente potrebbero giustificare organi dotati di diversi livelli di efficacia ed efficienza (su cui indubitabilmente incide anche la composizione dell'organo) per società di capitali di eguale dimensione e quindi generatrici degli stessi livelli di rischio per i vari stakeholders.

Decorrenza

dei nuovi effetti

Sebbene la legge di stabilità diverrà cogente dal 1° gennaio 2012, tale termine non sortirà effetti, secondo il Cndcec, sui collegi sindacali in carica (in tal senso si vedano le anticipazioni su ItaliaOggi del 17/11). L'entrata in vigore della legge, infatti, non inciderà sulla durata triennale della carica stante le previsioni di cui all'art. 2400 c.c., e al fatto che le relative cause di decadenza rispondono al principio di tassatività ex art. 2399 c.c. Ne deriva che il collegio sarà destinato a svolgere le sue funzioni fino alla scadenza del proprio mandato. Non solo, nel caso di forzosa sostituzione dell'organo collegiale con un sindaco unico potrebbero divenire illegittime tutte le delibere societarie (fra cui quella di approvazione del bilancio o dei compensi degli amministratori investiti di particolari cariche) che dovevano emanarsi con il concorso necessario dei sindaci (sul tema Cass. 11554 del 9/5/2011).

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