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Veicoli aziendali, controllo sicuro

del 18/11/2011
di: di Antonio Ciccia
Veicoli aziendali, controllo sicuro
Veicoli aziendali sotto il controllo del datore di lavoro. Ma con un occhio alla privacy dei dipendenti. Il Garante con il provvedimento n. 370 del 4 ottobre 2011, da un lato, riconosce l'importanza dei sistemi di localizzazione dei veicoli nell'ambito del rapporto di lavoro (tanto da escludere la necessità del consenso del lavoratore), ma dall'altro, pone alcuni paletti: conservazione a tempo dei dati, utilizzo mirato degli stessi, obbligo di notificazione al Garante e di informativa al lavoratore con un cartello ad hoc.

Non necessario il consenso. Innanzi tutto non è necessario il consenso, perchè il garante applica la disciplina del cosiddetto bilanciamento di interessi (articolo 24, comma 1, lett. g), del codice della privacy): con proprio provvedimento il garante, può ammettere il trattamento della localizzazione dei veicoli senza che sia necessario acquisire il consenso dell'interessato. Ciò perchè si individua in capo ai datori di lavoro privati un legittimo interesse al trattamento dei dati relativi all'ubicazione dei propri dipendenti.

Questo naturalmente quando i sistemi di localizzazione e di comunicazione della posizione rilevata installati a bordo dei veicoli sono impiegati per soddisfare esigenze organizzative, produttive o per la sicurezza sul lavoro. E quando sia stato rispettato l'articolo 4 dello Statuto dei lavoratori (legge 300/1970), previo accordo con le rappresentanze sindacali o, in mancanza, autorizzazione del competente organo periferico del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Per gli enti pubblici il trattamento deve rispondere a finalità istituzionali e per i dati sensibili deve essere previsto nell'apposito regolamento dell'ente sul trattamento dei dati sensibili.

Nessun monitoraggio continuativo. Inoltre i datori di lavoro sia pubblici sia privati, di regola, non devono monitorare continuativamente il veicolo, ma solo quando ciò si renda necessario per il conseguimento delle finalità legittimamente perseguite. Inoltre i tempi di conservazione dei diversi tipi di dati devono essere commisurati alle finalità in concreto perseguite.

Così, ad esempio, si potranno conservare per cinque anni i dati personali necessari per la compilazione del libro unico del lavoro; invece, se i dati di localizzazione sono utilizzati al solo scopo di rendere una determinata prestazione contrattuale, gli stessi devono essere cancellati o resi anonimi una volta che alla stessa è stata data esecuzione.

Devono, poi, essere designati responsabili del trattamento i fornitori dei servizi di localizzazione del veicolo e di trasmissione della posizione dello stesso.

Vetrofanie ben visibili. Infine devono essere collocati all'interno dei veicoli vetrofanie recanti la dizione «Veicolo sottoposto a localizzazione» o comunque avvisi ben visibili che segnalino al lavoratore la circostanza della geolocalizzazione del veicolo: a questo proposito il Garante ha predisposto un facsimile allegato al provvedimento in commento.

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