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Corte dei conti avverte: evasione Iva da record

del 17/11/2011
di: La Redazione
Corte dei conti avverte: evasione Iva da record
Sul fronte dell'evasione dell'Iva l'Italia si colloca «in una posizione elevata, con uno scarto superiore al 36%, sopravanzata solo dalla Spagna al 39,45%. Lo rende noto il presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, durante l'audizione davanti alla commissione Finanze del senato sulla riforma fiscale. «Con riguardo all'Iva, la struttura è rimasta quella di inizio decennio, con un livello più basso nel confronto europeo», sostiene Giampaolino, «il rendimento dell'imposta italiana risulta intaccato dal livello e dall'estensione delle basi imponibili diverse da quella ordinaria, oltreché dai regimi speciali e di esenzione. A tali evidenze si aggiunge nel nostro paese un elevato tasso di evasione, con il risultato di deprimere ulteriormente il gettito teorico acquisibile dall'Iva». Giampaolino ha anche spiegato che in Italia esiste «una serie di problematiche che appaiono peculiari della realtà del nostro paese: un livello di prelievo tra i più elevati, condizionato dalla persistenza di un'ampia area di evasione». Numerose le altre criticità sottolineate relative al primo decennio del nuovo millennio: «Una distribuzione del carico tributario che premia il capitale e i consumi rispetto al fattore lavoro», spiega Giampaolino, «un'imposta sui redditi personali a base imponibile ristretta, segnata da un sostenuto grado di progressività e da una riduzione degli spazi per un riconoscimento fiscale della famiglia; un'imposizione sui consumi depotenziata dall'evasione; una tassazione delle imprese condizionata dall'erosione della base imponibile e dalla difficoltà di interventi risolutori sull'Irap; un prelievo di competenza degli enti decentrati che, soprattutto in prospettiva, rischia di modificare significativamente l'impianto distributivo riconducibile alle imposte centrali». Per quanto riguarda gli scenari, il disegno di riforma fiscale rischia di essere «ormai spiazzato dagli eventi e bisognoso, comunque, di un'attenta complessiva riconsiderazione». Le entrate attese dalla riforma (4 miliardi per il 2012, 16 per il 2013 e 20 nel 2014) peraltro da anticipare, ai sensi di quanto disposto con le manovre estive, sono già incorporati nel quadro di finanza pubblica delineato dalla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2011 approvata dal parlamento. Parte delle coperture del ddl delega sono state già anticipate o «prenotate» per il risanamento dei conti pubblici, come il riordino della tassazione delle attività finanziarie. Resta, comunque, secondo la Corte dei conti l'esigenza di stringere i tempi per il via libera per «impedire che risulti inevitabile l'attivazione della clausola di salvaguardia del taglio automatico e lineare delle agevolazioni» fiscali.
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