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Ammonizione nulla senza comunicazione

del 17/11/2011
di: di Dario Ferrara
Ammonizione nulla senza comunicazione
Deve essere annullata l'ammonizione contro lo stalker, o presunto tale, sollecitata dall'ex moglie e inflitta dal questore: non si può emettere il provvedimento senza comunicare tempestivamente l'avvio del procedimento e, soprattutto, senza ascoltare l'interessato come persona informata sui fatti. È quanto emerge da una sentenza pubblicata il 21 ottobre 2011 dalla terza sezione del Consiglio di stato che costituisce, per sua stessa ammissione, una delle prime applicazioni sul punto della legge 38/2009.

Brucia le tappe la donna che lamenta l'attenzione invasiva ossessiva dell'ex partner: la legge sullo stalking porta la data del 23 aprile 2011, mentre la sentenza di divorzio della coppia è pronunciata il 30 aprile. Il 2 maggio la signora presenta l'esposto in questura per ottenere l'ammonizione del marito. Si tratta, tecnicamente, di un ammonimento a tenere una condotta conforme alla legge. L'interessato viene convocato dalla divisione anticrimine della questura, ma apprende dell'esistenza del procedimento soltanto a settembre, mentre resta all'oscuro delle note che aggiornano le accuse presentate della moglie fino a quando il questore non adotta il provvedimento. Inutile, per l'amministrazione, osservare che le integrazioni proposte dalla signora non sposterebbero di un millimetro il quadro indiziario, già cristallizzato in precedenza: sbaglia il Tar a respingere il ricorso dell'interessato, cui la questura nega il diritto al contraddittorio mentre la legge dispone l'audizione da parte dell'amministrazione.

L'ammonimento è consegnato in forma scritta all'ex marito, il quale ha buon gioco nell'eccepire il difetto di istruttoria. Va detto, per giunta, che non risulta aperto nelle more alcun procedimento per stalking a carico dell'interessato né è stata adottata alcuna misura di prevenzione. E non bisogna dimenticare che per perseguire il delitto di stalking l'articolo 8 comma 4 della legge 38/2009 prevede l'iniziativa d'ufficio, e non a querela della parte offesa, quando il fatto è commesso dal soggetto ammonito.

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