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Srl, collegi fino a fine mandato

del 17/11/2011
di: di Luciano De Angelis ed Ermando Bozza
Srl, collegi fino a fine mandato
Tecnicamente incoerente ed economicamente irrilevante la cessazione «automatica» del collegio sindacale anteriormente alla approvazione del bilancio.

Il sindaco unico delle srl potrebbe attendere per l'entrata in campo anche a seguito dei dubbi di «compatibilità giuridica» sorti a seguito della legge di stabilità per il 2012. È questa l'interpretazione desumibile da una prima lettura delle norme della legge 183/2011 che entrerà in vigore al 1° gennaio del nuovo anno.

Le problematiche

tecniche

A seguito dell'emanazione della legge di stabilità che modifica, come noto, l'art. 2477 c.c., sorgono perplessità interpretative in ordine all'ipotesi in cui la cessazione dell'obbligo del collegio sindacale intervenisse a partire dalla entrata in vigore della legge (1/1/2012) e, quindi, nel corso del triennio di carica dello stesso. A sostegno della tesi di mancata decadenza automatica del collegio, a favore del sindaco unico, evidenziamo le problematiche tecniche e di tutela dei terzi che andrebbero a verificarsi allorché non fosse consentito ai soggetti che, al primo gennaio 2011, hanno iniziato e portato avanti le verifiche contabili e amministrative, di concludere le stesse con il giudizio sul bilancio ed il parere ai soci. Tale importantissimo documento, se si ipotizzasse la immediata decadenza del collegio in concomitanza con l'entrata in vigore della nuova norma, potrebbe, infatti, non essere correttamente redatto da parte di un soggetto diverso da coloro che, invece, hanno espletato tutte le verifiche cui tale parere sottende, a meno che non venga ricominciato tutto il lavoro da capo ad opera del nuovo sindaco.

Ciò senza considerare, inoltre, che nel nuovo dettato normativo, manca una specifica disposizione transitoria volta a dirimere la questione nel senso della immediata eliminazione dell'organo collegiale nelle srl.

Il quadro normativo

Sul tema, poi, si ricorda la norma di cui all'art. 2400 c.c., che stabilisce che i sindaci restino in carica per tre esercizi e scadano alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica. Da ciò si potrebbe argomentare che a seguito del nuovo art. 2477 c.c. verrebbe meno l'obbligo per l'assemblea di procedere al rinnovo dell'organo di controllo allorquando i sindaci in carica giungano alla naturale scadenza, senza influire sulle sorti del collegio già nominato. Il termine di durata triennale della carica è, ordinariamente inderogabile, e posto a tutela di valori quali: l'autonomia e l'indipendenza dell'organo di controllo rispetto agli amministratori e alla maggioranza dei soci, nonché l'esigenza di continuità nell'esercizio delle sue funzioni.

Nessun risparmio

per la revisione legale

L'organizzazione ed esecuzione del lavoro di revisione legale dei conti risente fortemente dell'attribuzione al sindaco unico.

Va sottolineato che la rubricazione dell'art. 14 della L. 183/2011 Riduzione degli oneri amministrativi per imprese e cittadini, mal si attaglia al caso della revisione legale. Infatti la remunerazione di tale attività prescinde dal numero dei soggetti che intervengono nella revisione ma è legata alla qualità e affidabilità del lavoro avendo riguardo alla dimensione e complessità dell'impresa e alla preparazione tecnica ed esperienza che il lavoro richiede (art. 10 del dlgs n. 39/2010). Il corrispettivo della revisione non può essere, infatti, frutto di un calcolo a forfait ma va parametrato in base alle ore di revisione necessarie.

È indubitabile che la revisione legale di una Srl, a prescindere dalla circostanza che a svolgerla sia un collegio sindacale composto di tre sindaci o da un sindaco unico, comporterà la necessità di svolgere lo stesso numero di ore di revisione e quindi di fatturare alla società lo stesso corrispettivo. Anzi, nel caso di sindaco unico, è alquanto probabile che lo stesso debba avvalersi di collaboratori qualificati almeno quanto i sindaci «rottamati».

Altro aspetto critico è quello dell'entrata in vigore della norma in esame. Pensare che l'organo monocratico possa essere nominato prima dell'approvazione del bilancio 2011 appare tecnicamente di difficile realizzazione.

In una situazione del genere ci troveremmo di fronte ad attività di pianificazione e di interim fatte dal collegio sindacale e ad attività di final svolte dal sindaco-revisore unico che dovrebbe emettere anche il giudizio sul bilancio. Tale evenienza comporterebbe non poche difficoltà operative tenendo conto che il nuovo organo di revisione dovrebbe procedere:

  • ad effettuare tutte le operazioni preliminari all'accettazione dell'incarico (stima delle ore di revisione e del relativo compenso; utilizzo di collaboratori);

  • a contattare i precedenti revisori (collegio sindacale) per visionare le carte di lavoro relative al lavoro svolto dagli stessi ed effettuare un vaglio critico dell'operato dei suoi predecessori per decidere se avvalersi o meno del lavoro svolto.

    Tale situazione sarebbe ancora più paradossale se il sindaco unico nominato è persona diversa dai tre componenti il collegio sindacale.

    Una interpretazione siffatta dell'entrata in vigore della norma vanificherebbe lo spirito dell'art. 2400 c.c. e del correlato art. 13 del dlgs n. 39/2010 che prevedono una stretta connessione tra la durata dell'incarico e la data di approvazione del bilancio di esercizio.

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