Accesso al mercato delle pmi. Il testo interviene sugli appalti pubblici, invitando le stazioni appaltanti a procedere alla suddivisione degli appalti in più lotti o lavorazioni, ammettendo il subappalto e garantendo la corresponsione diretta dei pagamenti da effettuare tramite bonifico bancario. Prevista, inoltre, una disposizione a favore delle aggregazioni (raggruppamenti temporanei, consorzi e reti di impresa) per partecipare alle gare. Per i contratti stipulati dai piccoli comuni (sotto i 5 mila abitanti), invece, la legge disegna una corsia di favore per le aziende che hanno sede nelle aree in cui vanno realizzate opere compensative per grandi infrastrutture. Garantendo in primis un accesso privilegiato alle pmi del posto. Non solo. Per i servizi pubblici degli stessi comuni, la normativa dispone l'individuazione di lotti adeguati all'entità del servizio da erogare. E ambiti di servizio compatibili con le caratteristiche tipiche della stessa comunità locale. Più in generale, negli appalti relativi alle pmi, la prova dei requisiti dovrà essere sostenuta solo dall'aggiudicatario dell'appalto. Mentre, verrà fatto divieto di chiedere requisiti sproporzionati rispetto all'oggetto dell'appalto. Quindi, sul fronte della tutela dei rapporti commerciali delle imprese, la legge prevede la possibilità che l'Antitrust intervenga, con tanto di diffide e sanzioni, per comportamenti illeciti messi in atto da grandi imprese nei confronti delle pmi. Infine, lo statuto delle imprese introduce anche un nuovo strumento: la legge annuale per le pmi. Che stabilirà, anno per anno, le norme da introdurre.
