Consulenza o Preventivo Gratuito

Irap, ennesima pronuncia pro agenti

del 15/11/2011
di: Stefano Tigani, consulente Federagente
Irap, ennesima pronuncia pro agenti
L'agente di commercio non può essere soggetto al pagamento dell'Irap se non in possesso del requisito dell'autonoma organizzazione. È quanto confermato dalla Commissione tributaria provinciale di Treviso nelle sentenze nn. 59 e 66 del 27/10/2011, che accolgono due distinti ricorsi presentati a seguito del silenzio rifiuto dell'Agenzia delle entrate di Treviso, sulle istanze di rimborso presentate da contribuenti svolgenti, appunto, attività di agente di commercio.

La giurisprudenza di merito conferma quindi l'orientamento espresso dalla Suprema corte nella sentenza n. 12108 del 26/05/09 in base al quale il requisito sopra individuato al fine dell'applicazione dell'imposta de qua non possa ritenersi automaticamente sussistente nel lavoro dell'agente, diversamente da quanto accade nel caso dell'impresa, ove l'organizzazione autonoma ne è elemento naturale.

La Commissione tributaria provinciale di Treviso, con la sentenza n. 59/11, riprendendo il concetto sopra espresso nonché le più recenti sentenze della Suprema corte, afferma in particolare che l'esercizio di una libera professione in presenza del minimo di mezzi materiali e strumentali (quelli, cioè, esclusivamente necessari e caratteristici della professione) e senza l'ausilio di dipendenti e/o collaboratori, consente di ritenere tale soggetto fuori dal campo di applicazione dell'imposta Irap. Si afferma in particolare che «deve mancare quella organizzazione dotata di un minimo di autonomia che potenzi e accresca la capacità produttiva del contribuente». La sentenza n. 66/11 peraltro precisa come l'analisi in ordine all'esistenza o meno del requisito legittimante l'assoggettamento all'imposta in questione debba essere condotta valutando, in particolare, tre parametri: la mancata corresponsione di compensi a dipendenti o a terzi, l'essenzialità dei beni strumentali all'esercizio del lavoro nonché l'adeguatezza dei costi sostenuti in relazione ai ricavi. Traducendo quanto sopra espresso in termini pratici, si può ormai affermare che, per avvicinarsi al giudizio con la possibilità concreta di un esito vittorioso, l'agente debba, una volta analizzata attentamente la propria posizione soggettiva, capire e valutare di essere in grado di dimostrare (documentalmente), oltre che di avere sostenuto costi adeguati ai ricavi, di essere dotato unicamente di quei beni la cui mancanza non gli consentirebbe di svolgere il lavoro che si è obbligato a svolgere sottoscrivendo il contratto di agenzia.

vota