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Acconti, contribuenti alla cassa

del 15/11/2011
di: di Luca Bianchi e Roberto Pasquini* *www.commercialistatelematico.com
Acconti, contribuenti alla cassa
Entro mercoledì 30 novembre prossimo occorre versare, in unica soluzione, il secondo acconto delle imposte Irpef, Ires e Irap gravanti sui redditi 2011.

A causa della crisi economica per molti contribuenti i redditi sono previsti in diminuzione rispetto a quelli degli anni precedenti e inoltre si riscontrano sempre più difficoltà nel finanziarsi sul mercato bancario, a cui in passato spesso si ricorreva per rimediare il denaro necessario per il pagamento delle imposte. Pertanto sempre di più si ricorrerà al calcolo degli acconti con il metodo previsionale in luogo di quello storico, e allo stesso modo si farà sempre più ricorso all'istituto del ravvedimento operoso.

Acconto Irpef 2011, modalità operative con metodo storico. L'ammontare totale dell'acconto Irpef 2011 è pari al 99% dell'importo indicato nel rigo RN33 «Differenza» del modello Unico 2011 PF.

A seconda dell'importo riportato nel rigo citato, il versamento dell'acconto potrebbe: non essere dovuto; essere dovuto in un'unica soluzione entro il 30 novembre; essere dovuto in due rate, di cui la prima già versata a giugno/luglio scorso e la seconda entro il 30 novembre 2011.

Acconto Irap 2011, modalità operative con metodo storico. L'ammontare del secondo acconto Irap 2011 segue le medesime regole che il soggetto deve applicare per le imposte sul reddito: per il calcolo si farà riferimento all'importo iscritto al rigo IR22, «Totale imposta», del modello Irap 2011 ed il versamento del secondo acconto dovrà essere pari al 99% dell'importo indicato in tale rigo per i soggetti Irpef e del 100% per i soggetti Ires.

Acconto Ires 2011, modalità operative con metodo storico per le società di capitali. Utilizzando il metodo storico, l'ammontare dell'acconto Ires 2011 è pari al 100% dell'importo «Ires dovuta o differenza a favore del contribuente» esposto nei seguenti righi:

- rigo RN17 del modello Unico 2010 SC;

- rigo RN28 del modello Unico 2010 ENC.

Acconto 2011, modalità operative con metodo previsionale. I contribuenti che per l'anno 2011 prevedono di avere un reddito imponibile inferiore a quello del 2010 possono calcolare l'acconto dovuto basandosi su un metodo diverso da quello esposto in precedenza, operando un calcolo previsionale delle imposte.

In base a tale modalità l'acconto dovuto è determinato attraverso un calcolo prospettico del reddito che si presume di conseguire nel 2011 e su tale importo saranno calcolate le relative imposte, tralasciando completamente, pertanto, il reddito del precedente anno 2010.

Tuttavia, il metodo di calcolo previsionale non è privo di rischi: se la previsione risultasse errata e, conseguentemente il contribuente avesse versato un'imposta minore di quella dovuta (che risulterà a posteriori in Unico2012), la sanzione per insufficiente versamento degli acconti è pari al 30% della minore imposta versata. Occorre pertanto fare molta attenzione a non scommettere troppo al ribasso sulle imposte da versare in acconto.

In caso di temporanea mancanza di liquidità, tale da non consentire il rispetto della scadenza, il contribuente potrà avvalersi dell'istituto del ravvedimento operoso, minimizzando così il danno da carente versamento degli acconti e questa forma di tardivo versamento spontaneo potrà essere sfruttata anche per farsi una autorateizzazione dell'acconto.

Come noto il ravvedimento operoso consiste nel versamento tardivo di quanto dovuto a titolo di imposte, con maggiorazione del tasso d'interesse dell'1,5% annuo e con una maggiorazione del 3% a titolo di sanzione ridotta in caso di adempimento entro i 30 giorni successivi alla scadenza oppure del 3,75% qualora si versi oltre i 30 giorni dopo la scadenza originaria. Il ravvedimento è possibile entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui la violazione è stata commessa e sempreché l'Agenzia delle entrate non constati la violazione prima del ravvedimento o che non inizino accessi, ispezioni o verifiche.

Contribuenti minimi. I soggetti che usufruiscono del regime dei minimi sono tenuti al versamento di un'imposta sostitutiva pari al 20% del reddito netto.

I soggetti che hanno adottato il regime dei minimi a decorrere dall'anno 2010 sono tenuti al versamento dell'acconto dell'imposta sostitutiva risultante dal quadro CM, in quanto ai contribuenti minimi «si applicano… tutte le disposizioni vigenti in materia di acconto dell'imposta, compensazione e rateazione».

Per calcolare l'ammontare dell'acconto dovuto con il metodo storico, i soggetti in esame devono far riferimento a quanto esposto nel rigo CM14 «Differenza» ed applicare le regole per i soggetti Irpef, quindi utilizzando il metodo storico o quello previsionale. Per i soggetti che non erano minimi nel 2010 e sono diventati minimi nel 2011 rimane il problema che l'Agenzia delle entrate obbliga il contribuente in uscita dal regime ordinario e ingresso nel regime dei minimi a versare l'acconto Irpef col metodo storico, senza tenere alcun conto della prevedibile riduzione del carico fiscale.

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