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Iva, cessioni d'azienda anche senza trasferire l'immobile

del 15/11/2011
di: Franco Ricca
Iva, cessioni d'azienda anche senza trasferire l'immobile
Per qualificare un'operazione come cessione d'azienda, in quanto tale esclusa dall'Iva, non è necessario che sia trasferito anche l'immobile nel quale il cedente svolgeva l'attività, se non indispensabile all'esercizio dell'impresa. Pertanto, la vendita dello stock di merci e delle attrezzature per lo svolgimento di un'attività di commercio al dettaglio nei confronti del cessionario che prosegue tale attività, tanto più se accompagnata dalla messa a disposizione dell'immobile mediante un contratto di locazione, integra la fattispecie del trasferimento di una universalità di beni, che, secondo la direttiva comunitaria, gli stati membri hanno facoltà di non assoggettare all'Iva. È quanto si desume dalla sentenza della Corte di giustizia Ue del 10 novembre 2011, resa nel procedimento pregiudiziale C-444/10, avente ad oggetto l'interpretazione della disposizione dell'art. 5, n. 8, della sesta direttiva del 1977 (ora art. 19 della direttiva 112 del 2006), secondo cui, in caso di trasferimento a titolo oneroso o gratuito o sotto forma di conferimento a una società di una universalità totale o parziale di beni, gli stati membri possono considerare l'operazione come non avvenuta e che il beneficiario succede al cedente. Avvalendosi di questa disposizione, recepita nell'ordinamento tedesco (come in quello italiano), una contribuente non aveva applicato l'Iva all'operazione di cessione dello stock di magazzino e delle attrezzature del proprio negozio al dettaglio di articoli sportivi, effettuata nei confronti di una società che aveva proseguito tale attività. Poiché la contribuente non aveva ceduto contestualmente l'immobile nel quale si svolgeva l'attività, ma lo aveva locato alla società cessionaria con un contratto a tempo indeterminato, dal quale ciascuna delle parti poteva però recedere a breve, l'amministrazione finanziaria tedesca aveva ritenuto non sussistenti i presupposti della cessione integrale d'azienda, per cui aveva richiesto l'Iva. Nell'ambito della controversia tributaria che ne è scaturita, il giudice nazionale decideva di sospendere la causa per chiedere alla corte di giustizia se nel caso di specie sussista un trasferimento di un'universalità totale di beni ai sensi della citata disposizione, e se sia rilevante il fatto che l'immobile sia stato concesso in locazione mediante un contratto stipulato per un lungo periodo, oppure che il contratto sia stato stipulato a tempo indeterminato ma con facoltà delle parti di recedere a breve termine.

Le risposte della Corte - La Corte ricorda anzitutto che la nozione di trasferimento dell'universalità totale o parziale di beni, ai sensi della disposizione richiamata, è una nozione autonoma del diritto comunitario che deve ricevere un'interpretazione uniforme; in mancanza di una definizione normativa, il senso e la portata della nozione vanno ricercati tenendo conto del contesto della disposizione e dello scopo perseguito, che è quello di agevolare i trasferimenti di aziende o rami di aziende evitando di gravare la tesoreria del beneficiario dell'onere fiscale rilevante rappresentato dall'Iva, peraltro recuperabile (di regola) mediante la detrazione. Affinché si configuri un trasferimento di un'azienda, occorre quindi che il complesso degli elementi trasferiti sia sufficiente per consentire la prosecuzione di un'attività economica autonoma. La questione se debbano essere compresi oppure no gli immobili deve essere valutata alla luce dell'attività. Infatti, se un'attività economica non richiede l'uso di locali particolari o dotati di impianti fissi necessari per la prosecuzione dell'attività economica, il trasferimento dell'azienda può sussistere anche senza il trasferimento dei diritti di proprietà dell'immobile. Altrettanto non può dirsi, invece, se l'attività consista nella gestione di un complesso inscindibile di beni mobili e immobili, in particolare se i locali siano muniti di impianti fissi necessari per la prosecuzione dell'attività economica: in questo caso, per configurare un trasferimento d'azienda, l'immobile deve necessariamente far parte del complesso dei beni ceduti.

Si può avere trasferimento d'azienda, inoltre, se i locali commerciali sono messi a disposizione del cessionario mediante un contratto di locazione, oppure se il cessionario dispone di propri locali in cui continuare a svolgere l'attività economica. È peraltro conforme alla finalità della disposizione l'eventualità che il trasferimento dell'azienda non comprenda beni immobili, dato l'ingente valore. In conclusione, per determinare se l'operazione rientri o meno nella nozione di trasferimento d'azienda occorre una valutazione globale delle circostanze, con particolare riguardo alla natura dell'attività economica che si intende proseguire: nel caso del commercio al dettaglio, il trasferimento dello stock di merci e dell'attrezzatura è di norma sufficiente, sicché la presenza dello stesso immobile non è determinante, ma quand'anche lo fosse, nulla vieta che sia messo a disposizione mediante un contratto di locazione. Elemento indispensabile è, invece, che il cessionario abbia intenzione di gestire l'azienda trasferita, e non di liquidarla immediatamente, intenzione che deve essere confermata da elementi oggettivi.

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