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Nuovo redditometro, si parte dal 2012

del 12/11/2011
di: La Redazione
Nuovo redditometro, si parte dal 2012
Il 25 ottobre presso la sede centrale dell'Agenzia delle entrate in via Cristoforo Colombo sono stati presentati gli esiti delle attività finora svolte e in specie un prototipo del modello di valorizzazione degli elementi indicativi di capacità contributiva «il nuovo redditometro».

La presentazione ha avuto lo scopo di avviare un confronto sull'importante tematica, coinvolgendo in una fase di sperimentazione del nuovo strumento le associazioni di categoria e i professionisti che supportano i contribuenti nella materia fiscale.

Dopo la sperimentazione, nella quale proprio le associazioni sono chiamate a testare lo strumento, ha dichiarato il direttore dell'Agenzia delle entrate, Attilio Befera, i dati del nuovo redditometro saranno intrecciati con i risultati degli studi di settore per verificare se le due modalità di ricostruzione sintetica portano a risultati omogenei.

A caratterizzare il nuovo strumento è un paniere di oltre cento voci di beni e di spese, indice di maggiore capacità contributiva.

Anche la Lapet, presente all'incontro, attraverso il delegato della commissione degli esperti degli studi di settore, Giuseppe Tricoli, ha potuto esprimere le proprie considerazioni, ritenendo che il nuovo redditometro sia ancora da calibrare. Per questo, verrà data la possibilità a tutti i professionisti, a partire da novembre, di scaricare il software di gestione, al fine di valutare le situazioni critiche. L'Agenzia ha mappato l'Italia in 22 milioni di famiglie, per circa 50 milioni di contribuenti per cui il criterio di questo nuovo strumento si muove su una metodologia statistico-matematica che ci riporta agli studi di settore. Dai dati raccolti sono emersi alcuni casi critici con una differenza tra reddito dichiarato e reddito conseguito. «Abbiamo sollevato il caso dei buoni fruttiferi postali che non sono azioni che lasciano una traccia, per cui occorrerà valutare anche queste situazioni. E ancora, ci sono redditi che non contemplano il fatto che i figli sono studenti fuorisede», ha spiegato Tricoli. «Lo strumento può funzionare solo se tutti i redditi vengono compresi nel nucleo familiare. È un metodo che serve per avere un'altra possibilità, oltre agli studi di settore, di agganciare l'evasione fiscale che ha raggiunto vette altissime. Noi tributaristi siamo disponibili a sperimentare, nulla è certo se non viene verificato, in tal modo le nostre osservazioni serviranno a richiamare i casi più critici. Siamo convinti di quanto prospettato ma vorremmo attraverso simulazioni testare lo strumento perché, qualora dovessero emergere discordanze di decine di migliaia di euro, allora vorrà dire che c'è qualcosa che non va. Un plauso va fatto all'Agenzia dell'entrate per aver deciso di mettere finalmente in funzione il nuovo redditometro. Il sistema è buono e anche attraverso gli studi di settore riteniamo che almeno il 50% degli evasori potrebbe venire fuori».

«Il nuovo redditometro affiancato agli studi di settore potrà rappresentare in modo più attendibile e veritiero la realtà reddituale del contribuente imprenditore, risultando, nel contempo, un efficace strumento di lotta all'evasione per i contribuenti, persone fisiche non esercenti attività di lavoro autonomo o impresa», ha commentato il presidente nazionale Roberto Falcone. «Auspichiamo comunque che il redditometro non diventi un mezzo di accertamento sintetico automatico, come si era cercato di fare per gli studi di settore, per cui è necessario continuare a dare la dovuta importanza alla fase del contraddittorio col contribuente. Si rende altresì prioritaria un'applicazione urgente nei confronti di coloro che non dichiarano redditi, pur possedendo beni che testimoniano un'evidente e spesso rilevante capacità contributiva. Ci auguriamo infine che l'Agenzia delle entrate continui il dialogo preventivo con i professionisti e le associazioni di categoria, al fine di rendere il redditometro uno strumento di analisi sempre più efficace, evitando nel contempo nuovi oneri ed adempimenti a carico dei contribuenti e dei loro consulenti».

La partenza ufficiale è prevista per il 2012, in riferimento agli anni di imposta 2009-2010.

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