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Apprendistato con sanzioni soft

del 12/11/2011
di: di Daniele Cirioli
Apprendistato con sanzioni soft
Regime sanzionatorio soft sull'apprendistato. Quando manca la forma scritta al contratto, l'ispettore può consentire al datore di lavoro la regolarizzazione mediante procedura di diffida, senza disporre la trasformazione del rapporto in un normale contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, opzione possibile “solo” su richiesta del lavoratore. Lo spiega tra l'altro il ministero del lavoro nella sua ultima circolare, n. 29/2011, diffusa ieri per illustrare il regime transitorio e quello nuovo delle sanzioni in materia di apprendistato, dopo l'entrata in vigore (il 25 ottobre) del dlgs n. 167/2011 di riforma.

Il regime transitorio

Il ministero spiega che, limitatamente alla durata di sei mesi (fino al 25 aprile 2012), continuerà a sopravvivere la vecchia disciplina sull'apprendistato. Ciò sarà possibile, in particolare, nei territori e i settori in cui la nuova disciplina non sia stata recepita da regioni e ccnl. Anche con le nuove regole (come nella vecchia disciplina), l'apprendistato si distingue in tre tipi. Il primo è l'apprendistato per la qualifica e il diploma professionale; la sua operatività, spiega il ministero, è condizionata ad un accordo della conferenza stato-regioni. Pertanto, durante la fase transitoria, sarà possibile assumere minori per l'espletamento del diritto-dovere d'istruzione e formazione solo nelle regioni che hanno stipulato intese con i ministeri competenti. Il secondo apprendistato è il professionalizzante, ossia il contratto di mestiere; può essere operativo, spiega il ministero, già durante la fase transitoria, ma a patto che sia la regione e sia la contrattazione collettiva di riferimento (ovvero eventuali accordi interconfederali) abbiano recepito la riforma. In tal caso, tuttavia, trascorsi i sei mesi del regime transitorio, sarà possibile attivarlo anche sulla base delle “sole” regolamentazioni contrattuali; ciò vuol dire, spiega il ministero, che l'apprendistato professionalizzante potrà essere svolto anche solo sulla base della formazione dei lavoratori esclusivamente a carico del datore di lavoro. Ma, precisa il ministero, questo è possibile “a condizione dell'assenza di una concreta offerta formativa pubblica”. Infine, il terzo tipo di apprendistato può essere attivato immediatamente, ancor prima che le regioni e la contrattazione ne disciplino gli aspetti di propria competenza, tramite intese ad hoc stipulate tra il singolo datore di lavoro (impresa) e l'istituzione formativa o di ricerca.

Il regime sanzionatorio

La nuova disciplina ripropone la vecchia sanzione relativa all'inadempimento nell'erogazione della formazione, nel qual caso il datore di lavoro è tenuto a versare la differenza tra contribuzione pagata e quella dovuta con riferimento al livello d'inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100%. Per applicare la sanzione, spiega il ministero, occorre la ricorrenza del duplice requisito: condotta esclusiva del datore di lavoro e mancato raggiungimento degli obiettivi formativi; perciò, alla verifica di una carente formazione, non consegue necessariamente l'applicazione della sanzione. Peraltro, aggiunge il ministero, la nuova disciplina ha previsto la possibilità, per l'ispettore, di ricorrere al “potere di disposizione” assegnando un congruo termine al datore di lavoro per adempiere. Tale possibilità è applicabile nei rapporti di apprendistato in cui la carente formazione “sia ancora recuperabile”. Inoltre, laddove la mancata formazione sia dovuta esclusivamente alla mancanza dei canali di formazione pubblica, la disposizione non potrà essere adottata, come pure la sanzione; gli ispettori, pertanto, si limiteranno a rilevare la carenza formativa nel verbale di ispezione.

Il recente dlgs n. 167/2011 ha introdotto nuove sanzioni amministrative, in misura da 100 a 600 euro o, in caso di recidiva, da 300 a 1.500 euro, per ogni violazione relativa a: a) forma scritta del contratto, n) divieto di retribuzione a cottimo; c) inquadramento del lavoro fino a due livelli inferiori; d) presenta di un tutore o referenze aziendale. La sanzione può essere contestata non solo dagli ispettori del ministero del lavoro ma da “tutti gli organi di vigilanza in materia di lavoro e di previdenza”, quindi anche gli ispettori Inps, Inail, Enpals, e via dicendo. In presenza di violazione della “forma scritta” del contratto, l'ispettori può diffidare il datore di lavoro, al fine di consentirgli la regolarizzazione. Ciò è possibile, precisa il ministero, anche quando la forma scritta sia del tutto assente, peraltro senza necessità di attivare la trasformazione del rapporto di apprendistato in un normale contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, salvo che non venga richiesto dal lavoratore.

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