Consulenza o Preventivo Gratuito

Obblighi fiscali, Italia in coda

del 11/11/2011
di: di Tancredi Sequi
Obblighi fiscali, Italia in coda
Italia maglia nera d'Europa per semplicità di adempimento degli obblighi fiscali da parte delle imprese. In base alla classifica mondiale definita dal Rapporto Paying Taxes 2012 della Banca Mondiale-IFC e PwC che analizza i sistemi di tassazione di 183 economie al mondo, la Penisola si è posizionata soltanto al 133esimo posto. Per gli adempimenti fiscali in Italia le società impiegano oggi 285 ore l'anno (277 ore la media mondiale) ed effettuano 15 pagamenti contro i 28,5 richiesti mediamente a livello globale. La Germania si è aggiudicata l'86esima posizione globale, la Francia il 55esimo posto mentre il Regno Unito è stato il più brillante del Vecchio continente conquistando la 18esima posizione in classifica. L'Italia non ha brillato nemmeno in quanto a carico fiscale, il più alto d'Europa (68,5% contro una media Ue del 43,4% e mondiale del 44,8%). Seguono a breve distanza la Francia (67,5%) mentre risulta superiore alla media europea per carico fiscale complessivo anche la Germania (46,7%). Più virtuose Spagna (38,7%) e Regno Unito (37,3%). «Per quanto riguarda l'Italia» ha osservato Fabrizio Acerbis, partner di PwC Tax & Legal Services (TLS), «dall'indagine di quest'anno la situazione è stabile. Il posizionamento complessivo arretra leggermente (da 128 a 133 nella classifica generale) per effetto del miglioramento degli indicatori di alcuni altri paesi. In altre parole, a un'Italia sostanzialmente ferma sul piano delle riforme si contrappongono alcune economie più decise nell'utilizzare la leva della fiscalità in logica competitiva». È entrata in vigore la riveduta convenzione per evitare la doppia imposizione tra la Svizzera e i Paesi Bassi firmata il 26 febbraio 2010. La nuova intesa contiene disposizioni sullo scambio di informazioni conformi allo standard internazionale e contribuisce all'ulteriore buono sviluppo delle relazioni economiche bilaterali. Rispetto alla precedente convenzione i due governi hanno aggiunto miglioramenti nel campo dell'imposta alla fonte il cui grado di partecipazione determinante ai fini dell'esenzione per i pagamenti di dividendi è stato ridotto dall'attuale 25 al 10%. In futuro anche i pagamenti di dividendi a istituti di previdenza saranno esentati dall'imposizione nello Stato alla fonte. Inoltre, per gli interessi è stato convenuto il tasso zero.

vota