Le due emergenze, pur appartenendo a bacini idrografici e politici differenziati, tuttavia «danno la misura di come il paese sia combinato». Tant'è che, il segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro, ha fatto notare a ItaliaOggi come «occorra assolutamente farsi carico di una radicale programmazione di risanamento, prendendo di petto poche ma significative priorità». A cominciare da «una riduzione dei danni provocati (certo dal maltempo) ma anche da un dissesto dei rapporti parlamentari e di governo, persino dentro maggioranza e opposizione».
Tutti gli sforzi, lodevolissimi, profusi dal presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, fino a questo momento non sono andati a buon fine. Né, tanto meno, hanno scalfito minimamente talune posizioni oltranziste, incapaci di porre al centro del rispettivo credo politico l'interesse nazionale, prendendo in seria considerazione i richiami alla coesione tra gli schieramenti. E prendendo atto degli inviti a non creare ulteriori contrasti, che impediscono seriamente di portare l'Italia fuori dalle sabbie mobili in cui la stessa, da un momento all'altro, può restare prigioniera in modo irreversibile.
Secondo il segretario, se non si ritrova «un comune filo conduttore tra gli schieramenti di partito e parlamentari, il cosiddetto decreto–Europa, destinato a dare credibilità agli impegni assunti a Bruxelles e a Cannes, si scioglierà come neve al sole quanto prima». Naturalmente, non tutti appaiono convinti sulla praticabilità di un governo di transizione o di decantazione. Oppure tecnico. Tanto più che «le ricette in circolazione pensano prima alle alleanze e poi alle cose da programmare come fattibili».
Eppure, per un sindacato come la Cisal «non bisogna sottovalutare i numeri della produzione industriale. Che negli ultimi due mesi sono saliti del 4,3% (rispetto al picco massimo dal 2000).
Infatti, la stima ufficiale descrive una crescita (sia pure ritenuta minuscola) dello 0,7% quest'anno. Inoltre, nei primi otto mesi dell'anno in corso la stessa è stata dell'1,7% dal 2010. Di conseguenza, la manovra economica, se ha esercitato effetti depressivi sui consumi, nei primi otto mesi di quest'anno gli stessi consumi hanno avuto una crescita dello 0,9%. E sono considerati in espansione. Certo, a riguardo, il commercio estero ha giocato e gioca un ruolo importante, tale da far supporre che gli investimenti non si siano fermati. Peraltro, il tenue recupero di terreno in questo momento, secondo la Cisal, deve rimettere sulla dritta via il buon senso comune. L'unico in grado di far ragionare un parlamento, che sembra avere smarrito la rotta politica dettata dalla Costituzione e dal suo supremo garante, che, al momento, ha già dato fondo a tutte le proprie risorse di cultura e di esperienza istituzionale, dimostrando di essere un vero capo imparziale dello stato. Persino grande paladino dei lavoratori per aver mantenuto nel tempo e nel merito un atteggiamento costruttivo e cooperativo.
