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Professioni strategiche

del 10/11/2011
di: di Vittorio Bellagamba
Professioni strategiche
I professionisti non organizzati in albi che forniscono un importante contributo alla produzione del pil e quello dei servizi professionali non regolamentati sono un settore in costante sviluppo ed evoluzione ormai proiettato in un'ottica europea a seguito delle direttive Ue sulla libertà di concorrenza che consentono agli operatori comunitari di prestare servizi in via temporanea e occasionale in tutti i Paesi membri. Una realtà emersa con grande evidenza nel 40° Convegno nazionale dell'Ancot-Associazione nazionale consulenti tributari. «I professionisti che non sono iscritti in albi sono complessivamente circa 3,5 milioni e tutti i professionisti italiani, compresi gli iscritti negli albi, generano», ha detto Angelo Deiana del Comitato Scientifico del Colap, «il 21,1% del pil del Paese». L'incontro è stato particolarmente importante per analizzare l'attuale situazione in materia di liberalizzazioni delle attività professionali sulla base delle indicazioni fornite a più riprese dall'Antitrust, dall'Unione europea e dalla Bce. Centrato in pieno quindi il tema del convegno che si è svolto all'Hotel Ambassador e ha avuto titolo: «Quali riforme e liberalizzazioni per lo sviluppo del paese: il ruolo del Tributarista». Nel suo intervento introduttivo il presidente nazionale dell'Ancot Arvedo Marinelli si è dichiarato «ottimista e confida di giungere si spera in tempi brevi al pieno riconoscimento dei diritti di tutti quei professionisti che non sono attualmente iscritti negli albi». Tema affrontato da parte della dott.ssa Paola Nebbia dell'Antitrust la quale ha sottolineato come nei mesi scorsi «l'orientamento in materia di professioni protette era quello di arrivare alla loro liberalizzazione, mentre già nella manovra estiva, si registra un diverso orientamento con la reintroduzione dei tariffari mentre noi i tariffari volevamo abolirli completamente». A quel punto la platea ha manifestato la propria condivisione con un lungo applauso. Anche il presidente del Colap Giuseppe Lupoi ha sottolineato: «Non c'è dubbio che l'antitrust ci è stato sempre molto vicino». La senatrice Maria Fortuna Incostante vicepresidente Commissione Affari costituzionali del Senato ha evidenziato come l'Italia sia ancora «molto indietro per quanto riguarda la riforma delle professioni», consapevole che «le liberalizzazioni con alcune regole possono agevolare sicuramente la crescita e lo sviluppo dell'Italia». In tale contesto si inserisce il contenuto di una proposta spiegata dall'onorevole Laura Froner, vicepresidente X Commissione Attività produttive della Camera: «I punti principali del testo unificato sono: libertà di esercizio della professione e libertà di costituzione di associazioni professionali, il riconoscimento delle associazioni professionali e di vigilanza su di esse da parte del Ministero dello sviluppo economico con l'istituzione di un apposito Registro al quale si possono iscrivere i vari enti. Infine, la previsione di un sistema di attestazione basato sul rilascio da parte delle associazioni di un “attestato di competenza” al singolo professionista basato tra l'altro nell'esperienza professionale posseduta». La proposta dell'onorevole Froner ha suscitato la puntualizzazione dell'Antitrust: «Siamo meno propensi ad accettare l'istituzione di un registro delle professioni», ha detto in proposito la Nebbia, «che potrebbe diventare un doppione rispetto agli albi, nel contempo però siamo disponibili al riconoscimento delle associazioni dei professionisti» per sottolineare la volontà di stimolare la concorrenza. Dal convegno è emersa la necessità di fare le riforme e in proposito l'onorevole Adolfo Urso, ex viceministro al Commercio estero e attuale presidente della Fondazione Farefuturo e della Associazione Fareitalia ha detto: «È necessario e urgente fare le riforme. Proprio perché questo non è avvenuto io ho deciso circa un anno fa di rassegnare le dimissioni dalla mia carica di ministro, ma ora occorre farle». L'Onorevole Pierluigi Mantini, segretario della II Commissione Giustizia, ha proposto che «per le riforme occorre coesione fra tutte le forze politiche». Il Convegno dell'Ancot è servito anche per analizzare la difficile situazione che devono affrontare i giovani soprattutto per avviare il proprio percorso di liberi professionisti. Il senatore Mario Lettieri, ex sottosegretario di Stato allo sviluppo economico, ha ammonito di «garantire maggiori opportunità ai giovani» e il presidente dell'Ancot Marinelli ha risposto: «La nostra associazione proprio per i giovani applica delle agevolazioni per la formazione e inoltre ha istituito delle apposite borse di studio». Il convegno è stato moderato dal giornalista de La7 Fabio Angelicchio. Al termine del convegno il presidente Arvedo Marinelli ha letto una lettera inviata dall'ex ministro Enzo Bianco, il quale non ha potuto prendere parte ai lavori. «È importante», si legge nella missiva di Bianco, «migliorare il sistema di rappresentanza del mondo delle professioni e riformare il sistema degli Ordini. È opportuno condurre a livello nazionale ed europeo queste riforme, tentando anche di smontare le varie “deroghe” che spesso nascono nel dibattito e che rappresentano semplicemente la vittoria delle riverse corporazioni nel limitare l'impatto di una grande rivoluzione liberale».
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